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«Sono stata spinta mentre entravo» Identikit di 2 uomini
LIVORNO. Sono servite un paio di ore alla diciassettenne legata e imprigionata venerdì sera nel sottoscala della sua abitazione per ripercorre la misteriosa aggressione di cui è stata vittima. «Stavo...
LIVORNO. Sono servite un paio di ore alla diciassettenne legata e imprigionata venerdì sera nel sottoscala della sua abitazione per ripercorre la misteriosa aggressione di cui è stata vittima.
«Stavo rientrando a casa – ha detto ai carabinieri – appena ho messo la chiave nella toppa mi sono sentita spingere dentro al portone. Erano in due e ricordo che avevano una carnagione mulatta».
Parte da questo elemento e da un identikit abbozzato l’indagine per dare un nome ai due uomini che l’hanno aggredita.
Nella testa dei militari, da venerdì rimbalza una sola domanda che è la chiave del giallo: perché lei? Perché aggredire una ragazzina mentre rientra a casa, intorno alle 22,30, dopo essere stata a cena con le amiche? La risposta più semplice è che l’adolescente si sia trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma anche prendendo per buona questa ipotesi ci sono cose che non tornano. Se ad esempio i due malviventi avessero avuto qualcosa da coprire, perché non aspettare che la ragazzina entrasse in casa per poi scappare in completa tranquillità e senza rischiare di incappare in qualche vicino mentre la aggredivano?
Nel caso in cui, invece, la diciassettenne sia servita per entrare nel palazzo, allora metterla fuori gioco poteva servire per avere il tempo di svuotare qualche appartamento, ma nella zona, la notte di venerdì non sembra che siano stati eseguiti furti.
Ecco perché i carabinieri stanno indagando anche sulla famiglia e sulle frequentazioni della giovane per verificare se ultimamente possa essere avvenuto qualche episodio collegabile con quello che è avvenuto venerdì notte. (f.l.)
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