Il Tirreno

Livorno

Tre milioni in meno al Comune

Tre milioni in meno al Comune

Cosimi attacca il Governo: «Confusione istituzionale». Nebbiai: «Resistiamo»

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LIVORNO. Giovedì scorso, ultimo giorno di maggio, l’amministrazione livornese - alla pari di tutti gli altri Comuni italiani - aspettava di ricevere dallo Stato una tranche dei trasferimenti. Invece, ha ricevuto una pessima notizia: invece dei 6.969.541 euro che erano previsti, il nostro Comune potrà far conto solo su 3.484.770 euro. Un colpo terribile, non c’è che dire, anche se il Governo ha promesso che la cifra mancante sarà restituita a dicembre.

«È un segnale inatteso e molto preoccupante - sottolinea con amarezza Valter Nebbiai, assessore al bilancio - Con questa decisione, infatti, il Governo scarica sui Comuni le sue difficoltà finanziare: se infatti c’è stata data solo la metà del trasferimento che era previsto per la fine di maggio, significa che lo Stato ha dovuto far fronte ad altri impegni. Io credo che tutti dovrebbero riflettere su questa situazione: siamo in piena emergenza e anche i partiti a livello locale dovrebbero rendersene conto. Sottovalutare quanto sta avvenendo sarebbe molto pericoloso».

In effetti, il Governo sta erogando in questi giorni ai Comuni solo parte della liquidità dovuta entro il mese di maggio, non rispettando così l'accordo sul Fondo sperimentale di riequilibrio raggiunto il primo marzo scorso nella Conferenza Stato-Città e Autonomie Locali.

L’accordo, in buona sostanza, prevedeva che l'importo dovuto alle amministrazioni cittadine tramite il Fondo, che rappresenta ormai la quasi totalità dei trasferimenti erariali, sarebbe stato diviso in tre tranches: 1/3 entro marzo, 1/3 entro maggio e il restante entro ottobre. Ad oggi agli enti locali sarebbe dovuto andare - quindi - il 66% del totale, mentre le risorse che stanno entrando nelle casse comunali sono ferme al 50%.

«È un bel guaio - aggiunge Nebbiai - anche se noi, almeno per il momento, siamo in grado di affrontare questa situazione grazie a una politica di cassa lungimirante. Tagliando al massimo le spese e aumentando le entrate, anche con uno sforzo maggiore sul fronte dell’evasione fiscale, siamo riusciti ad accumulare nelle nostre casse 5.368.000 euro: questo ci permette, di fronte al taglio improvviso deciso dal Governo, di avere il fiato lungo. Non saremo infatti costretti a chiedere anticipazioni alle banche, come invece rischiano di dover fare altri Comuni che, in questa maniera, tolgono liquidità alle aziende private». Sul mancato rispetto dell’accordo, è severo il giudizio di Alessandro Cosimi che è anche presidente dell’Anci Toscana.

«Dobbiamo capire - afferma - se quello di fronte a cui ci troviamo è l'ennesimo episodio di sciatteria burocratica oppure una scelta ben precisa. Di certo c’è che queste minori entrate si sommano ai tagli già stabiliti e all'incertezza sulle reali entrate dell'Imu, comportando effetti molto negativi sulla liquidità dei Comuni, e inoltre sono in contrasto con quanto stabilito dal decreto Cancellieri in merito alla ripartizione del Fondo di riequilibrio». Insomma, per il sindaco «è un’ ulteriore sensazione della confusione istituzionale che si respira nel Paese».

Che fare, allora, per rendere ancora più chiaro al Governo il grande disagio e la difficoltà dei Comuni? Forse, continua Cosimi, «sarebbe necessaria un'azione choc: che i Comuni paghino tutte le imprese che possono, e si facciano rimandare le rate dei mutui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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