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«Ora basta, diteci dove va la Concordia»

di Mauro Zucchelli
«Ora basta, diteci dove va la Concordia»

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LIVORNO. «Non possono mica aspettare di rimetterla in galleggiamento per decidere in quale porto andrà la Costa Concordia». Il presidente dell'Autorità portuale Giuliano Gallanti taglia ogni indugio: probabile che l'avrebbe detto più o meno così anche al ministro dell'ambiente Corrado Clini, atteso invano giovedì mattina al conclave sul progetto-pilota relativo ai fanghi di dragaggio.

«Per ora - aggiunge il numero uno dell’Authority - sembra si sia scelto di non scegliere, cioè di non indicare ufficialmente il porto dove verrà smantellato il relitto della nave da crociera che ha fatto naufragio al Giglio nel gennaio scorso. Ma questa non-scelta è in realtà già una scelta perché taglia fuori il porto di Livorno: abbiamo bisogno di qualche settimana di tempo per poter predisporre l'area dove accogliere la Costa Concordia».

E questo, detto per inciso, dopo che proprio il ministro Clini ha pubblicamente messo la faccia per ripetere che Livorno è il porto più adatto come destinazione della nave finita sugli scogli.

A giudizio del presidente dell'Autorità portuale, la decisione deve arrivare «tutt'al più entro 15-20 giorni», altrimenti non si farà altro che aumentare i problemi che si vogliono risolvere.

A quanto è dato sapere, anche il governatore Enrico Rossi avrebbe scritto al ministro per sollecitare un pronunciamento definitivo: in effetti, anche i vertici della Regione Toscana si sono esposti in ogni occasione possibile e immaginabile per chiedere che il relitto venga condotto nel porto di Livorno e che sia collocato a Piombino il campo base della logistica della squadra di Titan-Micoperi che lavorerà al recupero. Ma per ora, l’intera vicenda resta ammantata dal silenzio.

Rossi, bisogna dirlo, ha colto al volo ogni chance per sottolineare che la Toscana non è solo paesaggi e musei ma anche capacità manifatturiera e abilità di lavoro: in grado cioè di dare risposte anche a emergenze di questo tipo.

La migliore conferma a tal riguardo è stato il fatto che l'impresa livornese Neri, in collaborazione con il colosso olandese Smit, è stata pubblicamente ringraziata con una grande manifestazione d'affetto e riconoscenza da parte dei gigliesi.

Merito del fatto di aver salvato l'isola (e l'intera costa maremmana) dall'incubo della marea nera - oltre 2.200 tonnellate di combustibile nei serbatoi della Costa Concordia - che minacciava l'economia di mezza costa toscana.

Intanto Livorno sta ancora aspettando e Giuliano Gallanti ha lanciato l’allarme.

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