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«Raggiro benessere», Procura in campo
LIVORNO. Sul presunto raggiro nei due centri estetici riconducibili alla P.e.al Srl, si sta muovendo la Procura. Due delle quattro socie dell’impresa che gestivano gli istituti di via Roma e via...
LIVORNO. Sul presunto raggiro nei due centri estetici riconducibili alla P.e.al Srl, si sta muovendo la Procura. Due delle quattro socie dell’impresa che gestivano gli istituti di via Roma e via Crispi sono state convocate nei prossimi dai carabinieri per aver dei chiarimenti. Intanto si allarga ancora il numero delle persone che nei mesi a ridosso della chiusura sarebbero state convinte a firmare nuovi contratti di finanziamento spesso senza riuscire a chiudere quello aperto in precedenza.
«In alcuni casi – spiega l’avvocato Angela Galli – i clienti mi hanno spiegato di non sapere nemmeno di aver firmato un finanziamento. Ecco perché in questi giorni sto contattando le finanziarie interessate per farmi spedire copie dei contratti e verificare in questo modo sia le firme che la calligrafia con la quale sono stati compilati i dati».
Lunedì mattina il legale, che per il momento ha raccolto una cinquantina di querele, si presenterà in tribunale per allegare alle denunce già consegnate quelle arrivate nelle ultime 48 ore. Secondo quanto hanno raccontato le stesse vittime, soprattutto prima della chiusura, una delle socie, le avrebbe convinte a rinnovare i contratti promettendo servizi più numerosi a prezzi più bassi. Poi però, uno dopo l’altro, tra marzo e aprile i due centri hanno chiuso e le clienti, per lo più signore, ma anche molti uomini, si sono ritrovate a dover pagare le rate del finanziamento senza poter usufruire più dei servizi. Il 26 aprile poi la società è stata messa in liquidazione.
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