Il presidio
Dalla Cina in bicicletta La missione di Chen
Ha percorso a forza di pedali oltre 8mila chilometri, viaggiando per tutta l’Asia In Italia ha scelto di far tappa a Livorno. «Voglio dare un messaggio di pace»
LIVORNO. A guardarlo in t-shirt e pantaloncini, mentre beve un caffè al bar Bamboo a San Marco, sembra che stia tornando da un’oretta di jogging sul lungomare. E invece Chen Guanming, quasi 60 anni, è venuto a Livorno dalla Cina in bicicletta. O meglio su un tipico ciclocarro cinese tappezzato di foto con cui gira il mondo da 11 anni. Ha percorso più di 8mila chilometri. Proprio così.
Nel 2001 Chen, contadino del sud della Cina, nato vicino al mare e da sempre amante della bici e della corsa, ha deciso di dare uno scossone alla sua vita e di girare il mondo senza inquinare, usando tre ruote. «La mia missione? Diffondere un messaggio di pace e di rispetto verso l'ambiente». Il suo obiettivo è arrivare a Londra per le Olimpiadi estive. E l’ha quasi fatta. Dopodiché, andrà in Nord America. In questo viaggio alla Marco Polo non poteva mancare l’Italia. E in particolare, dopo Roma, non poteva mancare Livorno. E che stupore al bar Bamboo, gestito dal cinese Yodong Zhang, quando ieri sera alle 21.30 titolare e clienti hanno visto arrivare quest'uomo che pedalava a bordo di un carretto.
Ha scelto un bar gestito da connazionali per sentirsi a casa, visto che manca dalla Cina da tre anni. A San Marco è stato accolto come una star. E del resto, come poteva essere diversamente? Nella sua t-shirt bianca con le scritte rosse, pantaloncini, con capelli lunghi bianchi raccolti e baffoni, sorride mentre mostra un raccoglitore pieno di articoli di giornali e foto delle sue missioni. Ma il vero portafortuna è un altro: un quaderno pieno di timbri di tutti i Paesi del mondo che Chen ha già visitato, e ricco di dediche scritte a mano da centinaia di persone incontrate nel suo cammino. Sorride mentre racconta le sue avventure da Mille e una notte. Chen parla e incanta i clienti del bar Bamboo con la sua saggezza. E sembra la persona più serena del mondo.
Guanming ha già girato tutta l’Asia ed è stato anche in Paesi come Pakistan e Iraq.
Si è mai trovato in pericolo?
«In Iraq mi ha fermato la polizia per proteggermi. Situazioni di pericolo ne ho incontrate, ma sul mio carretto mi sento sereno, è tutta la mia vita».
Cosa porta nella sua valigia?
«Ho selezionato poche cose, l’indispensabile: biscottini, pane e semi di girasole (che dona generosamente alla cronista del Tirreno come ricordo). E poi nel bagaglio ho infilato anche vestiti e coperte. Niente altro. Qualche offerta me la fa la gente».
Ma perché questo cinese istrionico, pieno di energia, e con una missione assolutamente speciale, ha scelto proprio Livorno?
«Questa città mi è piaciuta subito. Appena arrivato mi sono sentito a casa e ho visto subito che la gente era cordiale. E così sono passato da piazza Grande e poi sono andato verso il mare, a godere il paesaggio al tramonto. Scenari spettacolari che mi hanno ricordato la sua terra».
Da quanto tempo non va in Cina? Le manca il suo Paese?
«Sì, ma manco solo da tre anni, ci sono tornato nel 2008 per le Olimpiadi. Non ho famiglia, non sono sposato. È anche per questo che posso permettermi questa vita. I miei genitori, come me, erano contadini e mi hanno insegnato ad amare la natura».
Perché ha scelto Londra come destinazione principale?
«Perché voglio andare alle Olimpiadi, che sono la mia grande passione, e dire al mondo basta con l’inquinamento, s’ al rispetto della natura»
Viene spontaneo chiedersi cosa spinge un uomo con una vita “normale” a intraprendere una missione del genere. «Il mio è un percorso di pace. Ero stufo di sentire in televisione storie di guerra, uomini uccisi a colpi di fucile e sofferenze. E così ho deciso di dare un taglio e di girare il mondo per incontrare le persone più diverse e trasmettere alla gente il mio messaggio di amore. Non ci sono differenze: non c’è grande e piccolo, ricco e povero. Siamo tutti uguali, io mi rapporto con gente normale».
Cosa vuole dire ai cittadini livornese che l’hanno accolta?
«L’amore e l'amicizia sono le uniche cose che contano. E la cosa più bella del mio viaggio è incontrare le persone e stabilire un contatto con loro. Ed è anche il motivo per cui mi sono fermato a Livorno». Una notte in città, a dormire sul suo carro, lungo i binari dell’ex stazione. E poi via, per una nuova avventura on the road.
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