Il Tirreno

Livorno

«Non toccate gli asili», nasce il comitato

«Non toccate gli asili», nasce il comitato

Genitori di 130 bimbi lottano contro la statalizzazione di tre scuole materne comunali e si affidano a un legale

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LIVORNO. “Non toccate i nostri asili”, questo il nome del comitato di genitori che si è costituito ieri per contrastare la decisione dell’amministrazione di trasferire allo Stato la competenza di tre scuole materne comunali. Gli asili nell’occhio del ciclone sono tre: Arcobaleno, Quattro stagioni e Chayes. Le famiglie dei bimbi iscritti a questi istituti combattono da settimane, da quando hanno saputo che il Comune vuole statalizzare le scuole dei loro bambini.

Una protesta che adesso si concretizza. Prima di tutto nel comitato nato ieri. Oltre cinquanta tra mamme e papà si sono incontrati all’hotel Rex per firmare l’adesione al comitato “Non toccate i nostri asili” e decidere come muoversi per contrastare il progetto di statalizzazione.

Il neonato comitato ha deciso di affidarsi ad un legale, l’avvocato Andrea Morini, che ieri ha parlato con le famiglie per decidere come organizzare la protesta.

La battaglia dei genitori, come è emerso durante l’assemblea, è collegata al fatto che il Comune abbia preso la decisione («con un atto politico e non amministrativo», specifica Morini) senza precedentemente coinvolgere i genitori nell’intero percorso.

Dalla loro parte le famiglie portano alcune argomentazioni. «Prima di tutto il problema della continuità didattica - dice Morini -. La giurisprudenza ci spiega che la continuità didattica significa continuità di relazione con la persona del docente. Il Comune ha davvero pensato bene se non ci fossero altre soluzioni per i bambini delle tre scuole al dover perdere la continuità didattica con il loro gruppo di insegnanti?». I genitori insistono sul fatto che il trasferimento di competenze allo Stato è per il Comune «una dismissione delle tre scuole», sottolinea Morini. Il comitato, che ha invitato anche esponenti di gruppi politici (Idv e Movimento 5 stelle), si chiede inoltre perché l’ipotesi di statalizzazione sia stata «accettata dal Comune, senza prima informare la comunità dei genitori», spiega ancora il legale. Ora è più che legittimo che le famiglie chiedano spiegazioni all’amministrazione».

I genitori, attraverso le parole dell’avvocato, hanno contestato anche la giustificazione politica che, a loro detta, il Comune ha trovato per spiegare la statalizzazione delle scuole. «L’assessore tempo fa disse - prosegue Morini - che veniva applicata la legge, ma l’amministrazione deve dimostrarci perché, nel fare nuove assunzioni, ha deciso di lasciare da parte il settore dell’istruzione. Evidentemente c’erano altri ambiti più urgenti».

Il comitato nei prossimi giorni deciderà il percorso di protesta da portare avanti. Di certo conclude il legale «chiederemo chiarimenti tecnici al Comune, in un contesto di partecipazione. Vogliamo anche aprire un confronto coinvolgendo rappresentanti delle istituzioni e soggetti della società civile, e potremmo decidere anche di muoverci con interpellanze al consiglio comunale o azioni giudiziarie, visto che è in ballo un diritto assoluto, quello all’istruzione».

Anna Cecchini

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