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«Ma è la Porto 2000 a fare invasione»
I sindacati della Compagnia portuale: altolà allo scontro fra lavoratori, Palazzo Rosciano intervenga
LIVORNO. «Se di conflitto si tratta non può e non deve essere un conflitto tra lavoratori». Partono da qui le le rappresentanze sindacali della Compagnia portuale (Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti) che unitariamente hanno messo nero su bianco un documento per respingere «le strumentalizzazioni che tendono a costruire un contesto di conflittualità tra lavoratori in porto».
Detto che sulle banchine esiste un soggetto (l’Authority) che ha la responsabilità di «far operare le imprese in un contesto ben definito di rispetto delle leggi», i sindacalisti firmatari (Lupi, Pensabene e Petroni) tengono a sgombrare il campo per ribadire che «i lavoratori della Cilp non hanno mai fatto ostruzionismo sulla possibilità che le navi da crociera attraccassero sulla banchina dell'Alto Fondale».
È indispensabile «il rispetto delle leggi e delle regole» (su cui l’Authority deve vigilare): e allora – spiegano – «a llo stato attuale la banchina dell'Alto Fondale risulta essere in concessione della Cilp, la quale secondo quanto previsto dalla legge è l'unico soggetto autorizzato ad operare in tale area». Dunque, a essere al di fuori dei criteri consentiti è semmai « lo svolgimento dei servizi sulle navi da crociera fatte dalla Porto 2000».
Non basta: secondo i sindacati aziendali della Compagnia portuale è il fatto che nella privatizzazione della Porto di Livorno 2000, l’Authority si ritrova a essere non solo l’arbitro ma «anche un giocatore della partita in corso, in quando l’Authority è «titolare del 75% delle quote della Porto 2000».
«La Porto 2000 – viene sottolineato – risulta essere un'atipicità assoluta nel panorama portuale nazionale»: da un lato, non risponde ai criteri di applicazione della legge 84/94 (per quanto previsto agli articoli 16, 17 ,18) eppure, dall’altro, «sembra possa operare all'interno delle concessioni altrui come monopolista al di fuori del contratto nazionale dei porti».
La Rsa dei portuali precisa di ritenere che questa presa di posizione non sia di parte ma corrisponda semplicemente «allo stato dei fatti». Senza contare che non è ancora stato risolto il problema della promiscuità tra traffici commerciali e passeggeri »in assenza di un sistema di viabilità all'altezza della situazione» che «crea oggettive condizioni di rischio».
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