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Livorno

TESTIMONIANZA/2

L’affare on-line «Beffato per il regalo alla mia ragazza»

LIVORNO. «Se quest’anno non sai cosa regalare per Natale, ti aspettiamo da miQo beauty, in via Roma,61 con i nostri “pacchetti natale” realizzati appositamente per te». È il 3 di dicembre quando un...

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LIVORNO. «Se quest’anno non sai cosa regalare per Natale, ti aspettiamo da miQo beauty, in via Roma,61 con i nostri “pacchetti natale” realizzati appositamente per te». È il 3 di dicembre quando un certo Andrea, che si spaccia come direttore del centro benessere contatta Marco su Facebook per proporgli l’acquisto di una delle offerte come pensiero da fare alla sua ragazza. Nasce qui la beffa on-line integralmente registrata, tanto che la vittima non esclude di fare denuncia, «non tanto per i soldi», circa 80 euro «ma per l’idea di essere stato fregato in buona fede».

Dopo la proposta, infatti, Marco sceglie tra le offerte quella relax (89 euro) che comprende un bagno turco, un massaggio di quarantacinque minuti, una manicure e una doccia solare di dodici minuti. Ma del regalo la sua ragazza consuma solo la manicure.

Tre mesi più tardi, il 21 marzo, lo stesso Marco contatta il presunto direttore del centro. «Ciao Andrea – scrive – ti ricordi il pacchetto che avevi promosso per Natale e che ho comprato per la mia ragazza? Beh c'è un problemino. Il fatto è che ha sfruttato solo la manicure. Poi il centro di via Roma ha chiuso da oltre un mese e mezzo. E non riusciamo più a rintracciare nessuno. Non vorrei che tutto ciò significasse aver perso ottanta e passa euro, mi girerebbero le scatole. Come si può fare? Mi dai un numero da chiamare? Sai qualcosa? Fammi sapere visto che io i soldi li ho dati a dicembre ma il servizio non è stato possibile utilizzarlo a causa di un'improvvisa e inspiegata chiusura».

Passano pochi minuti e arriva la risposta. «Ciao, tranquillo non hai perso niente, ti faccio sapere quando riapriamo, il centro è chiuso perché lo sto rilevando io e c'erano dei problemi burocratici da risolvere, appena inauguriamo te lo faccio sapere». Da quel giorno però il centro non ha mai più aperto, tanto che Marco il 2 di maggio scrive un altro messaggio in cui chiede «rassicurazioni prima di contattare il movimento consumatori o scrivere qualcosa sul giornale. Non vorrei arrivare a tanto. Se non fosse possibile usufruire del buono mi accontento del rimborso. Grazie attendo risposte e lascio il mio numero». Nessuno, da allora, si è più fatto sentire.

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