Il Tirreno

Livorno

Incontro con don Ciotti, prete antimafia

Legalità e responsabilità, venerdì nel nome di don Quilici il dibattito in Camera di commercio

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LIVORNO. L’auditorium della Camera di commercio ospiterà venerdì l’incontro con il prete-coraggio don Luigi Ciotti, uno dei simboli più alti della battaglia civile contro tutte le mafie. È lui il protagonista dell’iniziativa dal titolo “Riscoprire il volto dell'altro”, il cui senso è ben rappresentato dal sottotitolo (“responsabilità e impegno per ogni uomo per costruire una umanità più giusta, più libera, più solidale”). In agenda alle 19 l'"aperi-cena della legalità" w alle 20,30 l'incontro pubblico.

L’appuntamento porta la firma del gruppo livornese dell’associazione Libera (guidata a livello nazionale appunto da donCiotti) insieme a Amici di Don Quilici, Istituto S. Maria Maddalena e Ceis Comunità. È l’ultimo atto di una serie di incontri che hanno messo al centro l’attenzione agli “ultimi” – ai più disagiati, ai più disperati – come aveva fatto nell’Ottocento don Giovan Battista Quilici, un prete livornese che operava nella trincea del disagio sociale (e per il quale è in pista adesso la causa di beatificazione).

Si intitola “Diamo ali alle strade” questo cartellone di iniziative: è la parola d’ordine di don Quilici ed è un segnale di speranza che ha fatto da filo rosso nel corso di tutti questi appuntamenti che, passando in rassegna la memoria della nostra città, hanno fissato lo sguardo sull’emarginazione, sull’impegno civile, sul ruolo della donna, sull’attenzione ai carcerati.

«La speranza ha il volto degli esclusi», tengono a sottolineare i promotori di “Diamo ali alle strade”, presentando l’iniziativa con don Ciotti. Lo dicono citando proprio il fondatore del gruppo Abele: «Non possiamo ricostruire la Speranza se non partendo da chi dalla speranza è stato escluso,dai disperati che affollano la faccia di questa terra».

Gli organizzatori vogliono chiedere a don Ciotti come ritrovare il senso di una speranza «all'interno di una società che sembra averla persa». A tal riguardo, mettono l’accento sulla frase di monsignor Tonino Bello, vescovo dall’azione pastorale profetica per molti aspetti, che don Ciotti ha messo a chiusura del proprio libro “La speranza non è in vendita”: «Sono convinto – diceva don Tonino – che il senso della morte, come quello della vita, dell'amicizia. della Giustizia e quello supremo di Dio, non si trovi in fondo ai nostri ragionamenti, ma sempre in fondo al nostro impegno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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