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Livorno

Compagnia, si pensa anche alla cassa integrazione

Compagnia, si pensa anche alla cassa integrazione

Nell’audizione in Provincia il presidente dei portuali Enzo Raugei spiega che il piano di rilancio è slittato a metà giugno perché nel primo trimestre di quest’anno si è registrata una nuova flessione dei traffici. In vendita il Faldo e la sede

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Slitta il piano industriale che deve far ripartire la Compagnia portuale: era stato annunciato per aprile-maggio, il presidente Enzo Raugei ha annunciato che arriverà alla metà di giugno. Il motivo? È peggiorato lo scenario: i portuali avevano immaginato che la crisi avesse toccato il punto peggiore prima della fine dell’anno, invece i traffici sono «in calo del 12-13% un po’ in tutto il porto» e questo ha imposto di ridisegnare i progetti.

Le notizie arrivano dal vertice della Compagnia portuale nel corso di una audizione a Palazzo Granducale nella commissione consiliare emergenza occupazionale guidata da Michele Mazzola (Prc-Pdci) alla presenza del presidente della Provincia, Giorgio Kutufà. Enzo Raugei segnala che si sta pensando anche alla possibilità di ricorrere alla cassa integrazione, oltre ad aver messo in vendita anche gli altri due beni indicati dall’assmeblea dei lavoratori: l’autoporto del Faldo e la sede di via San Giovanni.

Nell’audizione è saltata fuori anche qualche notizia positiva: in arrivo qualche nuovo contratto (auto, metalli e contenitori), oltre alla sottolineatura della disponibilità a riprendere il filo di una possibile intesa con la cordata livornese che si era fatta avanti nei mesi scorsi.

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