Asse Pdl, Sel, Idv: Del Lucchese è presidente
Il giovane dipietrista beffa Martorano (Pd) e viene eletto alla guida della commissione cultura
LIVORNO. Il Pd mette sul tavolo il nome del suo consigliere più giovane: Michele Martorano. Idv gli fa lo scherzo: altro giovanissimo, Lorenzo Del Lucchese. Sel, Pdl e Udc stanno con i dipietristi, Rifondazione si astiene e così alla fine, nella settima commissione che si occupa di sport turismo e cultura, i democratici vanno sotto (cinque a quattro) e perdono clamorosamente la presidenza.
Ieri mattina i commissari della sette si sono riuniti per eleggere il presidente dopo le dimissioni di Lamberto Giannini (Sel). Il prof di storia e filosofia aveva salutato il bancone il 3 aprile in polemica con l’assessore Mauro Grassi sul futuro dell’ippodromo.
Per sostituirlo il Pd ha proposto Martorano, che convinto di diventare presidente si era già dimesso da vice della sesta commissione. «È un giovane da valorizzare», dice il capogruppo Pd Massimo Gulì. «Ma il Pd non si è confrontato con il resto della maggioranza», gli fa eco Andrea Romano (Idv). E presenta il conto: «candidatura di testimonianza» di Del Lucchese. Giannini ci mette il carico: «Non è accettabile che il Pd porti un suo candidato senza alcun confronto con gli alleati. Magari Martorano è bravissimo, ma fino a oggi non ha mostrato dinamism». Tiziana Bartimmo (Rifondazione) si chiama fuori «da questi giochetti che riescono male anche ai diretti interessati», Salvatore Capuozzo (Udc) e il Pdl (Massimo Ciacchini e Attilio Palmerini) votano con Idv. «Dilettanti allo sbaraglio – sbeffeggia Bruno Tamburini – tra due candidati di centrosinistra abbiamo scelto quello che ci sembrava migliore...». Dinora Mambrini (Pd) scoppia in lacrime. Gulì, che è andato al voto senza accorgersi di non avere i numeri, grida all’«inciucio». Gianfranco Lamberti parla di imboscata («ho sempre apprezzato Del Lucchese, un giovane preparato e serio, ma mi ha deluso, non avrebbe dovuto accettare i voti della destra»). Del Lucchese respinge le accuse al mittente: «Nemmeno io mi aspettavo di diventare presidente, è andata meglio di quanto pensassi, non ci sono stati accordi: è un ruolo di grande importanza e responsabilità in settori in cui mi sono sempre impegnato». E annuncia che lascerà la vicepresidenza del consiglio.
Il ruolo di vice della sette potrebbe essere offerto a Mambrini. Sia Bartimmo che Giannini, infatti, si sono lasciati scappare che se il Pd avesse fatto il suo nome avrebbero detto sì.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google