Il saluto speciale del Giglio a Neri-Smit
Centinaia di fazzoletti e lenzuola per ringraziare gli operai che lasciavano l’isola dopo quattro mesi di lavoro. E a bordo del traghetto in tanti non hanno trattenuto le lacrime
Erano già sul traghetto, quando dalle finestre e dai balconi sono apparsi fazzoletti e lenzuola bianchi e colorati. Il modo attraverso il quale i gigliesi hanno ringraziato tecnici e operai di Neri-Smit che, dopo quattro mesi di lavoro ininterrotto intorno al relitto della Costa Concordia, hanno lasciato l’isola. Un onore che gli abitanti del Giglio riservano a chi si è prodigato per il bene della comunità come - appounto - gli uomini del consorzio livornese-olandese. Coloro che sono riusciti nella grande opera di mettere in sicurezza la nave e di svuotare i serbatoi di carburante, evitando così la possibilità di un disastro ecologico che avrebbe significato la morte di questo gioiello del mar Tirreno.
Un lavoro duro, portato avanti giorno dopo giorno, anche quando i riflettori sul naufragio del 13 gennaio si erano abbassati. Ma è stato proprio allora che fra la comunità del Giglio e quella dei lavoratori di Neri e Smit è nato un rapporto che va al di là della semplice coabitazione. Non a caso quando è esploso il saluto degli isolani, a bordo del traghetto che li riportava a casa, più d’uno degli operai non è riuscito a trattenere le lacrime. E commossi erano anche il sindaco del Giglio Sergio Ortelli e l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna, che erano imbarcati con i dipendenti di Smit-Neri. Il consorzio, inoltre, ha anche ricevuto una lettera di Titan-Micoperi (che subentrerà per la rimozione del relitto) che riconosce sia il grande lavoro svolto in questi mesi sia il rapporto speciale che si è instaurato con gli abitanti del Giglio.
«Un segno di gratitudine indelebile e difficilmente ripetibile tra gente di mare. Siamo orgogliosi di aver scongiurato con il nostro lavoro un potenziale rischio ambientale che avrebbe minacciato il mare della Toscana». Lo ha detto il Consorzio Neri e Smit dopo il saluto che la popolazione di Isola del Giglio gli ha tributato ieri alla partenza, dopo quattro mesi di lavoro per svuotare la Concordia dal carburante e metterla in sicurezza. Ieri i tecnici erano già saliti sul traghetto quando, dalle banchine, dalle finestre, dai balconi i gigliesi hanno iniziato a sventolare, come loro abitudine quando un isolano parte, fazzoletti bianchi e tovaglie colorate in segno di saluto. La "scenografia" era stata preparata anche in occasione del 160esimo anniversario della fondazione della polizia. Accompagnati dal suono dei clacson delle auto e dalle ’tufatè del traghetto - così si chiama al Giglio il saluto con le sirene delle barche - e di altre piccole barche, gli operai della Neri e Smit hanno lasciato l’isola.
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