Il Tirreno

Livorno

«E’ tutto privato, demaniale solo il lido»

di Giulio Corsi
«E’ tutto privato, demaniale solo il lido»

Spuntano la mappa catastale e il rogito del castello: l’unico nodo sono i metri che dividono la spiaggia dalla battigia

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LIVORNO. C’era solo un elemento nel giallo sulla proprietà della Cala del Leone che poteva risolvere il mistero: il foglio numero 88 del catasto. Nel quale sono tracciati i confini delle ormai famigerate particelle 8 e 11 (quelle di proprietà della famiglia Pucciarini) e delle particelle 7 e 16 (quelle demaniali). Ora quel foglio c’è e con 24 ore di anticipo rispetto alle conclusioni della capitaneria di porto, previste per domani, il documento dovrebbe mettere fine alla diatriba, decretando una volta per tutte che la spiaggia della Cala è praticamente (e incredibilmente per la maggioparte dei livornesi) tutta privata, se non per una sottile striscia di battigia.

Il condizionale è d’obbligo, perché è davvero il caso che il the end a questa storia infinita lo scriva domani la capitaneria. Ma dubbi, come si può vedere dalla carta catastale che Il Tirreno pubblica qui a fianco, ce ne sono davvero pochi. E ancora meno ce ne sono leggendo l’atto di compravendita del castello Sonnino da parte della famiglia Pucciarini, datato 1987, di cui Il Tirreno è venuto in possesso: le particelle 11 e 8, vi si legge, «sono confinate dall’Aurelia e dal lido del mare».

Ci si chiederà: ma ieri l’Archivio di Stato non era intervenuto suggerendo che a suo avviso era tutto pubblico? Esatto. Ma il direttore Sanacore aveva anche sottolineato che il suo ente era in possesso dei registri e non delle mappe. E che, basandosi proprio sui registri, si poteva soltanto dedurre che la spiaggia fosse pubblica, poiché accanto alle particelle private il registro riportava la descrizione di “bosco”: ad alto fusto per la numero 11, ceduo per la numero 8.

Ora che le carte ci sono, il puzzle sembra facilissimo da comporre e l’errore dell’Archivio di Stato da correggere: la definizione di bosco per le particelle 11 e 8 è esatta e nasce dal fatto che in grande percentuale gli ettari che vi sono compresi sono ricoperti da alta vegetazione, ma la superficie (un totale di oltre 12mila metri quadrati) si estende fin sulla spiaggia, a ridosso della battigia che per legge è demaniale e che infatti nel foglio catastale 88 è suddivisa nelle piccole particelle 7 e 16 che unite coprono appena un ettaro.

Giallo risolto e storia finita? Probabilmente sì, visto che sembra difficile che la capitaneria possa smentire le mappe catastali e l’atto di compravendita firmato dal notaio nel 1987. Tutto al più è possibile che si possa disquisire riguardo alla linea esatta dei confini, ma il contendere sarebbe riferito a pochi metri. Che tuttavia sono fondamentali per capire da dove ombrelloni e sdraio potranno essere collocati. Perché a questo punto è chiaro che non si tratta di capire di chi è la proprietà della spiaggia ma solo (e non è poco) a quanti metri essa parte rispetto alla zona demaniale.

E così la questione del noleggio di sdraio e ombrelloni - che la società Solaris di proprietà della famiglia Pagni, aveva proposto a Riccardo Pucciarini, padrone del castello e delle particelle 8 e 11, oltreché di tante altre - assume contorni diversi. E se la verità della mappe catastali sarà confermata, è probabile che la Solaris presto riposizioni ombrelloni e sdraio sulla parte di spiaggia su cui le aveva installate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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