Il Tirreno

Livorno

Attestato di cittadinanza ai bambini stranieri

di Valeria Cappelletti

Sono i figli degli immigrati nati a Livorno: lunedì Kutufà consegnerà loro il riconoscimento alla presenza del ministro Andrea Riccardi

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LIVORNO. Negli ultimi dieci anni, nella provincia di Livorno sono nati, da genitori stranieri, 2mila bambini, 322 nel 2010.

Ad alcuni di loro, la Provincia consegnerà, il 28 maggio, un attestato di cittadinanza, con valore simbolico, per sottolineare l'importanza dell'accoglienza e dell'integrazione. «Questi bambini sono nati e vanno a scuola a Livorno, si rapportano con i loro coetanei livornesi - dice Giorgio Kutufà, presidente della Provincia - ma poi, al compimento dei 18 anni, rischiano di essere considerati clandestini, una vera ingiustizia, per questo l'amministrazione ha voluto promuovere questo progetto».

L'iniziativa che vede la collaborazione della Diocesi di Livorno e della Comunità di Sant'Egidio, sezione di Livorno, si terrà alle 16.30 nella sala consiliare di Palazzo Granducale.

I bambini e i ragazzi che riceveranno l'attestato, arriveranno da tutti i comuni della provincia di Livorno e saranno solo una piccola rappresentanza dei duemila minori presenti sul nostro territorio.

«In Italia vige il principio dello ius sanguis - continua Kutufà - cioè si è italiani se uno dei due genitori ha la cittadinanza italiana, ma vorremo arrivare allo ius loci, per cui chi nasce nel nostro paese è cittadino italiano». Un tema sollevato recentemente anche dal presidemnte della Repubblica Giorgio Napolitano che ha sollecitato il Parlamento ad affrontare questo tema.

La scelta del 28 non è casuale, si lega alle celebrazioni di Santa Giulia, anch'essa straniera perché cartaginese, e alla Marcia della Pace, organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio, in ricordo dei bombardamenti che colpirono Livorno nel 1943.

Secondo l'Osservatorio per le politiche sociali della Provincia, dal 1992 al 2010, gli stranieri residenti sul territorio provinciale sono passati da 3mila a 24mila; al primo posto ci sono i romeni, seguono gli albanesi e gli ucraini, ultimi i cinesi.

«Non dobbiamo dimenticare - dice don Paolo Razzauti - la natura della nostra città che, con le Leggi Livornine, ha saputo sempre accogliere lo straniero. Discendiamo tutti da un unico Dio e quindi - ha aggiunto don Razzauti - siamo tutti fratelli, come tali dobbiamo accogliere tutti».

Lunedì prossimo, a sottolineare l’importanza del’iniziativa, sarà presente anche il ministro per la cooperazione internazionale Andrea Riccardi che, alle 17.15, interverrà alla conferenza sul tema "Politiche di cooperazione e integrazione".

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