Il parroco: «Di chi sono le coperte?»
Concordia, due donne tedesche riportano al Giglio i teli che le coprirono. Lui lancia un appello per ritrovare la benefattrice
ISOLA DEL GIGLIO. Fuori dalla chiesa dell’isola del Giglio è appena comparsa la foto di due coperte: una bianca lavorata di tricot con alcune piccole ciliegie rosse, e un'altra celeste. «Di chi sono?», si interroga don Lorenzo, il parroco del Giglio porto mentre cerca affannosamente il proprietario.
Per trovare il “signore delle coperte”, il sacerdote non solo ha appeso due immagini delle trapuntine sulla sua porta di legno, ma ha pubblicato anche un annuncio online sul sito di Giglio news, provando a innescare, per tutta l'isola, una sorta di caccia al tesoro, o meglio al benefattore anonimo. Cercasi proprietaria di coperte, cercasi “salvatrice” rimasta nell'ombra; quella stessa benefattrice gigliese che la notte del 13 gennaio - come molte altre persone - trovò a casa due teli di fortuna e correndo giù al porto riscaldò il corpo infreddolito di due donne tedesche, madre e figlia, appena sbarcate su una scialuppa di salvataggio dopo il naufragio della Costa Concordia. Le due tedesche, originarie della Baviera, si coprirono ben bene; quindi si congedarono dalla misteriosa signora e con le coltri addosso cercarono riparo in chiesa. Lei si dileguò. E loro non l’hanno dimenticata.
Ute Keppler, 39 anni originaria della Baviera, è tornata due giorni fa dalla Germania, con sua madre, apposta per ritrovarla. Passati quattro mesi dal naufragio è arrivata con i teli lavati e stirati. Ha macinato chilometri ed è approdata nell'isola, osservando il relitto in cui poteva morire. Nessuna fuga, nessuna rimozione della memoria: al contrario. Lei e l’anziana madre hanno ringraziato la farmacista per poi bussare alla porta del parroco. «Ci aiuti lei a trovare di chi sono», gli hanno chiesto; e lui, inforcando due puntine, ha attaccato il messaggio in bacheca. L'identikit dei due oggetti è presto fatto, e una foto lo accompagna.
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