Il Tirreno

Livorno

Pistola puntata: «Dacci il furgone»

di Lara Loreti
Pistola puntata: «Dacci il furgone»

Rapina choc a Guasticce. Vittima una fioraia, bloccata da tre banditi di cui uno con passamontagna e armato

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LIVORNO. Domenica, ora di pranzo, in una strada di campagna. Una fioraia guida il suo furgoncino Opel Combi bianco a Guasticce, località La Colmata, in una strada secondaria. Deve fare una consegna prima di rincasare in città e trascorrere la giornata con i suoi familiari. Intorno, deserto. A un tratto la donna viene affiancata da un fuoristrada grigio. A bordo ci sono tre uomini. Uno di loro le fa segno di fermarsi.

Lei, livornese di 40 anni, è sorpresa, ma non si insospettisce più di tanto. La prima cosa che le viene in mente è che quella vettura abbia bisogno di qualcosa, di un’informazione, forse di una spiegazione per un problema di viabilità. Fatto sta che la donna si ferma. Non sa ancora che quei tre a bordo del Suv in realtà sono dei rapinatori.

«Scendi, ora il furgone lo lasci a me e tu procedi a piedi». Una rapina choc, come se ne vedono poche. Una modalità d’azione più diffusa nelle piazzole autostradali, ai danni di camionisti. La fioraia, terminato il suo lavoro, stava andando da una cliente in campagna sul suo furgoncino. Ancora pochi metri e sarebbe arrivata a destinazione. E invece i tre l’hanno fermata in mezzo alla strada.

Probabilmente la seguivano da un po’. Lei ha arrestato la marcia e ha aspettato che dal suv scendesse qualcuno. È stato allora che, all’improvviso e del tutto inaspettatamente, la fioraia s’è trovata di fronte a un uomo incappucciato e armato di pistola.

Questi si è avvicinato con decisione e con fare minaccioso le ha intimato di scendere dal lato passeggero.

La fioraia non ha avuto altra scelta. Terrorizzata, ha voltato le spalle ed è corsa via, come il bandito le aveva detto, nella direzione opposta a quella dei mezzi. Ha fatto solo in tempo a vedere che il malvivente si è infilato nel suo furgoncino ed è schizzato via, preceduto dagli altri due a bordo del fuoristrada. I due mezzi si sono dileguati.

La quarantenne intanto è scappata in paese dove ha chiesto aiuto a un’amica, che poco dopo ha chiamato il 112 dei carabinieri. I militari hanno immediatamente diramato le ricerche mentre un’altra pattuglia ha raggiunto la vittima sul posto dell’agguato. Ma i banditi erano già spariti senza lasciar traccia. E ora i militari stanno indagando sul caso cercando di rintracciare i tre rapinatori, probabilmente italiani. La donna era sconvolta e non ha saputo descriverli nel dettaglio, ma ha avuto l’impressione che il suo aggressore avesse un accento italiano. Molto vaga la descrizione: il bandito aveva un passamontagna scuro e impugnava una pistola di piccole dimensioni, ma la vittima non ha saputo dire se fosse vera o non.

I militari stanno indagando a vasto raggio su questa rapina anomala su cui si conoscono pochi dettagli. La donna era sola quindi non ci sono testimoni e le sue indicazioni sono state limitate a causa dello choc a cui lei è stata sottoposta. L’aspetto su cui non sembrano esserci dubbi è che i rapinatori volevano il furgone, a bordo del quale c’era solo una pianta, niente altro. Infatti non hanno preso la borsa della donna.

I carabinieri non escludono che i malviventi cercassero urgentemente un mezzo per delinquere, forze per trasportare della refurtiva oppure per rubare delle slot machine. Le indagini intanto proseguono: i carabinieri stanno setacciando non solo la zona di Guasticce, ma anche i dintorni a caccia di indizi e testimoni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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