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Le sedie ce le portavamo da casa
C’eravamo inventati la Compagnia Instabile per il gusto di stare insieme
COLLESALVETTI. Per quasi quarant'anni è stato il fulcro del divertimento e dello svago del paese e delle frazioni limitrofe. Il cinema teatro Odeon di Collesalvetti versa ormai nel degrado più completo dai primi anni Novanta, ma, lo scheletro e i ruderi che ne restano e che si affacciano ancora oggi su via Grocco e su via Cavour, bastano ad affiorare nei ricordi di tanti colligiani serate indimenticabili, trascorse con il gusto autentico dello stare insieme.
Edificato alla fine degli anni Cinquanta, l'Odeon riscosse da subito un grande successo, con affluenze record agli spettacoli cinematografici e teatrali dell'epoca, grazie anche alla più che rispettabile capienza di oltre settecento posti seduti, che ne facevano una sala dello stesso livello dei più rinomati teatri cittadini. Film e teatro, allora come oggi, erano tra le attrazioni che andavano per la maggiore, infatti gli spettatori non erano solo del posto, ma arrivavano anche da Fauglia, da Vicarello e dai paesi collinari della zona, come testimoniavano gli sciami di lambrette e di biciclette sulle strade di collegamento con Collesalvetti, solitamente la domenica e nei giorni di festa.
Negli anni Sessanta e Settanta venivano proiettate pellicole in seconda, terza o quarta visione, anche durante la settimana, rispetto alle uscite nelle sale cittadine; però, considerati i mezzi di trasporto a disposizione all'epoca, era sempre più comodo attendere il film nel cinema del paese, piuttosto che assistere alla prima visione a Livorno o a Pisa. E poi l'Odeon era una bella struttura, spaziosa, in cui ci s'intratteneva sempre volentieri. Il teatro era a disposizione delle scuole del territorio, che spesso vi mettevano in scena rappresentazioni collaudate per mesi nelle aule, di sicuro più anguste.
Negli anni Ottanta ci fu invece il boom di presenze all'Odeon nelle occasioni speciali, costituite dagli spettacoli comici e di varietà organizzati da un gruppo di giovani e meno giovani attori improvvisati del paese, che dette vita alla "Compagnia Instabile Colligiana": serate memorabili, piene di risate e di allegria, che superavano di gran lunga l'affluenza di mille persone. Ragione per cui, con "solo" settecento posti seduti a disposizione, erano in molti a portarsi le sedie da casa.
Poi il lento declino di una struttura per molti aspetti storica per un territorio come Collesalvetti, perché capace di riassumere il passaggio di un'epoca, con i suoi risvolti sociali e di costume locale, a cui rimangono legati in modo indissolubile decine e decine di aneddoti e di personaggi. Un declino avvenuto a partire dalla fine degli anni Ottanta e completato nel 1993, quando l'edificio fu reso del tutto inagibile al termine di un tentativo di gestione teatrale, a cura dell'Atelier della costa ovest, diretta da Paolo Pierazzini.
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