Il Tirreno

Livorno

All'Enriques studenti in assemblea per parlare dell'attentato di Brindisi

Valeria Cappelletti
 All'Enriques studenti in assemblea per parlare dell'attentato di Brindisi

I ragazzi, turbati dalle notizie sulla bomba all'istituto Morvillo-Falcone che ha ucciso una studentessa, si sono riuniti per discuterne assieme: "La scuola è sacra, Melissa era una di noi" 

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Gli studenti del liceo Enriques e quelli del liceo classico Niccolini-Guerrazzi, hanno convocato, ciascuno nel rispettivo istituto, un'assemblea per riflettere insieme dopo l’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi costata la vita a una loro collega, Melissa, 16 anni. Fuori dal liceo Enriques la bandiera italiana è a mezz'asta, dentro l'edificio domina uno striscione con scritto: «A scuola non si muore, a scuola ci prepariamo alla vita». I ragazzi arrivano nell'aula magna, dove si svolge l'assemblea. «Era una studentessa come noi - dice Giacomo Salvini, 3° D dell'Enriques - e ci sentiamo colpiti, come se fosse successo a noi». «I ragazzi sono rimasti molto scossi - racconta Giovanna Cepparello, docente di storia e filosofia - al punto che un'alunna, mentre parlavamo dell'accaduto, è scoppiata in lacrime».

liceo(Nella foto l'assemblea al liceo classico). L'assemblea inizia con Maurizio Sciuto, docente di storia e filosofia, che delinea i tratti della strategia del terrore, dalla strage di Portella della Ginestra del 1947 ai fatti accaduti poche settimane fa. «Mai era stata colpita una scuola», spiega il professore. Poi la parola va a Carlotta Pellegrini, referente per Livorno dell'associazione antimafia Libera. «Alla strategia del terrore - dice - è importante reagire con fermezza, questa assemblea è un passo in questa direzione». «Usare un pensiero critico - dice Cepparello - non prendere tutto per vero, è questo il modo per combattere il terrorismo».

I ragazzi esprimono opinioni, c'è chi rimprovera i media di dare una visione distorta dei fatti. Per tutti, naturalmente, la cosa più importante è che i colpevoli siano individuati e puniti.

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