Il Tirreno

Livorno

Il questore: più controlli alle scuole e al tribunale

Bandiera a mezz’asta fuori dal Comune: città in lutto per i fatti di Brindisi In 200 in piazza alla manifestazione. Lo sdegno unisce il mondo della politica

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LIVORNO. Controlli intensificati davanti alle scuole e alla sede del tribunale penale e della Procura, che si trovano proprio in via Falcone e Borsellino. Il questore Bruno D’Agostino ieri mattina, appena saputa la notizia dei fatti di Brindisi, ha emesso un’ordinanza per aumentare la vigilanza nei punti della città considerati nevralgici. L’allerta e i controlli, come confermano dalla prefettura, erano già elevati dopo l’attentato a Equitalia. E ora lo sono maggiormente. Secondo gli investigatori, comunque, non ci sono collegamenti tra i due episodi.

I cittadini sono sconvolti così come il mondo della politica. La bandiera amaranto a mezz'asta in Comune: è immobile, come se volesse esprimere tutto il rammarico per un evento così tragico. Una decisione del sindaco Alessandro Cosimi: «Il fatto che ragazze e ragazzi possano trovare a scuola la morte a causa di vili attentati crea orrore e sgomento». Un episodio che ha messo d'accordo tutti i politici della città scesi in piazza del Municipio per esprimere la loro silenziosa rabbia davanti un fatto che da più parti è stato definito «vile e codardo, uno smacco alla democrazia». Erano circa 200 in piazza ieri pomeriggio: cittadini comuni, esponenti del mondo politico locale, il sindaco Alessandro Cosimi e il presidente della provincia Giorgio Kutufà, assessori comunali e provinciali, i sindacati Cgil, Spi-Cgil, Unione Inquilini, Auser ed Emergency, rappresentanti regionali. Un presidio silenzioso, colorato da tante bandiere di partito, alcune corredate da un fiocco nero, in segno di lutto. «Questo presidio - dice Maurizio Strazzullo, segretario generale Cgil - è il primo segnale di ribellione pacifica a un fatto che sdegna tutti, un primo atto di contrasto contro tutte le mafie». Lorenzo Cosimi (Rifondazione Comunista) parla di un ritorno ai tempi bui del passato: «Quelle bombe sono contro tutti noi - dice - contro la scuola, uno dei luoghi più sicuri, simbolo del futuro e della rinascita del paese». Enrico Bianchi, presidente del consiglio comunale, commenta così: «Faccio mie le parole di Piero Grasso: non toccate i ragazzi». «È disumano - commenta Massimo Ciacchini (Pdl) - fino a ora erano stati colpiti personaggi istituzionali, politici, giudici, militari, ora vengono coinvolti anche i ragazzi, è necessario che le istituzioni si impegnino per trovare gli autori di questa strage». Ferma condanna da Marcella Amadio (Pdl): «Oggi siamo tutti cittadini di Brindisi. Potrebbe succedere ovunque, bisogna essere uniti». Democrazia è la parola che più risuona nei discorsi dei presenti in piazza: «Dobbiamo essere uniti per la democrazia - dice Salvatore Capuozzo (Udc) - mai si era arrivati a delitti così atroci, mai toccare i bambini». Fiorella Cateni, presidente Auser, esprime solidarietà alle famiglie e ai ragazzi colpiti. C'è anche Emergency: «Siamo qui - dice Paolo Piagneri, volontario - per esprimere la nostra solidarietà. Sono tornato dall'Afghanistan e laggiù capita spesso di imbattersi in questi atti di guerra. Che sia successo in Italia ci ha colpito molto». Ferma condanna anche da Massimo Gulì a nome di tutto il gruppo consiliare Pd: «Difendiamo i ragazzi e la cultura»

Valeria Cappelletti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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