Italia
I portuali prendono le crociere
Accordo con Fanfani per scaricare le Carnival all’Alto Fondale. Scoppia la guerra con Porto 2000
LIVORNO. I numeri degli sbarchi crescono, mentre i traffici tradizionali faticano a tenere testa alla crisi. Così le crociere, ora, fanno gola a tutti. Anche alla Compagnia Lavoratori Portuali, che per la prima volta vuole provare a gestire "in esclusiva" una fetta del traffico crocieristico della città (per la parte che riguarda il carico e lo scarico di viveri e vettovaglie), attraverso un accordo con un noto agente marittimo. Ma intorno all’Alto Fondale - sulle banchine predilette dalla Porto di Livorno 2000 per lo sbarco dei turisti dalle super navi da crociera - si è scatenata la guerra. Le intenzioni dei portuali sono finite al centro di un delicato incontro, pochi giorni fa, nel palazzo dell’Autorità portuale, preceduto da un altrettanto delicato scambio di lettere tra società pubbliche, private e avvocati.
Il nocciolo della questione è questo: la Compagnia-Impresa (Cilp) ha messo in piedi un accordo col gruppo Fanfani, che gestisce l’arrivo nel porto di Livorno dei giganti della Carnival Uk: le navi Princess e P&O, per un totale di 54 scali fino alla fine della stagione. La Compagnia, che ha in concessione l’Alto Fondale per la parte commerciale (movimentazione di prodotti forestali, cellulosa), ha assicurato all’armatore l’attracco senza se e senza ma alla banchina più ambita per le crociere (qui ci stanno anche i colossi lunghi 300 metri), in cambio del carico e scarico esclusivo delle navi targate Carnival. Scarico di viveri e merci, non di passeggeri, perché in questo caso le competenze restano alla Porto 2000.
Chiariamolo subito: già oggi quando le navi da crociera fanno scalo a Livorno sono i concessionari delle banchine di turno ad occuparsi del servizio extra passeggeri. Ma qui ci sarebbe un accordo di esclusiva tra privati che impegnerebbe almeno in parte le banchine 46 e 47, che il nuovo piano regolatore prevede di destinare proprio alle crociere. I portuali provano a tenere i piedi sulla banchina e a strutturarsi in vista della privatizzazione (che fa gola a tanti, ma non arriva mai) della Porto 2000? Dalla Compagnia confermano che «fino a oggi abbiamo fatto semplice prestazione di servizi, ora l’intenzione è di predisporre un vero e proprio piano di rifornimento delle navi da crociera». Come a dire: signori, il settore ci fa gola, eccome.
La Porto 2000 non ha affatto gradito. Per questa stagione gestirà circa 500 scali: ogni volta che le navi arrivano decide gli ormeggi in base alle necessità del momento, ad esempio quanto è lungo lo scafo, quante imbarcazioni sono già ormeggiate in porto, quali banchine sono libere. La paura dei vertici della società (partecipata al 75 per cento dall’Authority) è che un accordo come quello pensato tra Cilp e Fanfani possa intaccare il già intricato puzzle degli sbarchi.
Ma non c’è solo questo. L’Alto Fondale è in una fase transitoria: in concessione commerciale alla Compagnia, ma a vocazione turistica (quindi verso Porto 2000, che ci ha già piazzato una tensostruttura per il checkout), come prevede il piano del presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti. Ecco perché in una lettera inviata ai diretti interessati, i vertici di Palazzo Rosciano avrebbero frenato l’operazione, sottolineando di non voler derogare ai principi del nuovo Prg. Posizione ribadita anche nella riunione di tre giorni fa. Così l’avvocato della Compagnia ha preso carta e penna per «puntualizzare i diritti del concessionario». Risultato: insieme agli sbarchi dei turisti è iniziata la tregua armata.
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