Il Tirreno

Livorno

«L’ultima volta lo vidi al Romito, era triste»

«L’ultima volta lo vidi al Romito, era triste»

Il musicista D’Alelio commosso: «Avevamo suonato col cantante Niltinho in un gruppo italocarioca»

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LIVORNO. «L’ultima volta l’ho visto qualche anno fa al ristorante Romito, mi è parso depresso, molto giù di morale. Un’altra persona rispetto al musicista che avevo conosciuto negli anni Settanta». Valerio D’Alelio, cantante e musicista livornese, ricorda così il suo ultimo incontro con Gabrio Gentilini, avvenuto qualche anno fa. I due si erano conosciuti da ragazzi nell’ambiente musicale livornese. «Aveva lo sguardo spento - racconta D’Alelio - ma quanto abbiamo spolverato i ricordi, i suoi occhi sono diventati lucidi, era molto contento di vedermi».

Negli anni ’70 Gentilini aveva suonato con Niltinho, il cantante brasiliano noto per la sua famosa samba “Tristezza per favore va’ via” , reinterpretata in Italia da Ornella Vanoni. Gabrio Gentilini aveva studiato al conservatorio e conosceva bene la musica. A scoprire il suo talento alle tastiere era stato proprio Valerio D’Alelio. I due si erano conosciuti all’interno del gruppo dei giovani artisti livornesi appassionati di musica che aspiravano a sfondare nello spettacolo.

Nel biennio 1971-72 D’Alelio era capo orchestra dei Le Voudus, una band italobrasiliana voluta dallo stesso Niltinho. Valerio aveva l’incarico di selezionare giovani e promettenti artisti locali da inserire nel gruppo. E tra questi D’Alelio aveva individuato Gentilini, che all’epoca aveva una ventina d’anni. «Ci eravamo conosciuti nel 1968, quando io suonavo nei Modì. Lui era un ragazzo promettente, molto proiettato nel mondo dell’arte. Aveva un estro particolare, come tutti gli artisti, era riservato e molto rispettoso». I due erano diventati amici, tanto che qualche volta D’Alelio aveva anche suonato con lui nella casa storica di via San Giovanni, dove Gentilini era nato e dove viveva tuttora. «Lui era molto preparato tecnicamente, viaggiava bene sullo spartito, si vedeva che aveva studiato - riflette D’Alelio - Tuttavia, la nostra collaborazione durò poco, solo qualche mese. Poi lui partì per la Danimarca». Gabrio infatti decise di tentare la fortuna all’estero e trascorse un lungo periodo in Danimarca. Poi, dopo un breve rientro in Italia, si trasferì in Germania, dove conobbe la sua futura moglie Brigitte Skudlarek. Nella sua esperienza europea, Gentilini cominciò a lavorare come cameriere, anche se la sua passione per la musica non è mai tramontata.(l.l.)

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