Il Tirreno

Livorno

«Gruppo improvvisato» Ma la tensione aumenta

di Federico Lazzotti

Summit in Procura e Prefettura. Stilata la mappa degli obiettivi sensibili Identificati due degli otto autori: adesso serve calma per stringere il cerchio

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Più emulatori che guerriglieri, più vicini a chi ha lanciato le bottiglie incendiarie contro la sede elettorale del Pdl tre anni fa, che ai gruppi autori degli attacchi che stanno facendo temere il ritorno al brigatismo in Italia. In ogni caso inseriti nel sottobosco dell’antagonismo livornese e non solo, tanto che per paura che qualcuno possa imitarli attaccando altre sedi di Equitalia, ieri mattina, il tavolo della sicurezza convocato in Prefettura ha alzato il livello di guardia, stilando una mappa degli obiettivi sensibili da presidiare. Dunque un pericolo esisterebbe anche se la parola d’ordine all’uscita dall’incontro è stata «nessun allarmismo particolare».

«Chi sono i colvevoli? Un gruppo di sciroccati», taglia corto un investigatore mentre è ancora in corso il vertice in Procura al quale hanno partecipato, nell’ufficio del pubblico ministero Antonella Tenerani, gli agenti della Digos e i carabinieri del Ros.

Anche perché, l’identikit che emerge dagli ultimi accertamenti, racconta di ragazzi per lo più livornesi che leggono i forum, guardano e ascoltano gli input che arrivano dai siti sovversivi, partecipano ai dibattiti sui social network e hanno voglia di mettersi in mostra per dimostrare il loro dissenso sociale. È dopo tre giorni di indagini che emerge il profilo del commando di otto persone, due delle quali sarebbero già state identificate, che tra venerdì e sabato hanno compiuto l’attentato ai danni della sede di Equitalia, al numero 71 di via Indipendenza.

Un raid che – a guardare i filmati registrati – sarebbe durato circa cinque minuti prima che l’arrivo di una macchina mettesse in fuga il gruppetto. Dal video della telecamera puntata verso l’ingresso dell’Agenzia si vedono arrivare due persone, poi altre sei. Alcuni di loro buttano due bottiglie tra le maglie della saracinesca, una esplode l’altra rimane intatta. Dall’altra parte dell’edificio, invece, vengono appesi alle finestre degli stracci imbevuti di benzina, ma anche questi, come un altro petardo, non prendono fuoco e restano intatti. Sul muro e sull’ingresso due scritte con la bomboletta rossa: «Lotta continua» ed «Equitalia boia», con il simbolo della falce e il martello.

Non solo filmati e testimonianze («Erano a volto scoperto») a disposizione degli investigatori, ma anche le impronte sugli ordigni inesplosi che sono già state inviate alla scientifica assieme alle altre «tracce» seminate intorno a luogo dell'attentato.

Il cerchio attorno agli autori, dunque, pare stringersi. Gli investigatori spiegano che «ci sono elementi interessanti e un’ipotesi concreta su cui lavorare» e sottolineano come il numero dei componenti della banda e le modalità dell'attentato siano indicativi di una scarsa professionalità e di un’azione non studiata a lungo e non preparata nei minimi particolari. «Adesso serve calma», concludono senza fare pronostici su eventuali misure cautelari a breve.

Ieri mattina, intanto, il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà, ha fatto visita alla sede di Equitalia, incontrando il direttore Andrea Bargagna ( a gennaio destinatario di un busta con dentro un proiettile) e i dipendenti dell'Agenzia ed esprimendo solidarietà ai lavoratori che «agiscono secondo le disposizioni di legge».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web