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Termovalorizzatore, la Confindustria applaude il Comune

Termovalorizzatore, la Confindustria applaude il Comune

LIVORNO. Dalla Confindustria arriva un applauso alla decisione della giunta comunale sul maxi-termovalorizzatore che vale anche come una strigliata alla Provincia perché «provveda sollecitamente alle...

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LIVORNO. Dalla Confindustria arriva un applauso alla decisione della giunta comunale sul maxi-termovalorizzatore che vale anche come una strigliata alla Provincia perché «provveda sollecitamente alle istruttorie indispensabili per la definitiva individuazione del sito dove costruire il nuovo impianto, così da recuperare il molto tempo perduto».

L’organizzazione degli industriali livornesi l’ha detto da tempo: il trattamento (e smaltimento) dei rifiuti, che si tratti di quelli urbani o di quelli speciali, rappresenta «una delle più complesse criticità della nostra area, fino ad essere divenuta una emergenza latente che periodicamente mette in crisi sia le attività produttive che i gestori, divenendo uno degli ostacoli per nuovi investimenti».

Confindustria ne fa una questione di svantaggio competitivo: la «perdurante carenza» di impianti di smaltimento spinge «a livelli sempre più elevati» i costi industriali per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali. L’associazione imprenditoriale torna a ripetere che «già nel 2008, partendo proprio dalla questione rifiuti» aveva avanzato una proposta per un confronto tra istituzioni e parti sociali.

Confindustria affida alle cifre il termometro della gravità della situazione. Per i rifiuti speciali: «Si stima che nel 2011 ne siano stati prodotti in provincia di Livorno circa un milione di tonnellate» a fronte di una capacità di smaltimento e recupero che «nel territorio provinciale risulta decisamente inferiore». Per i rifiuti urbani: non va meglio, visto che sempre nel 2011 se ne stima una produzione di circa 300mila tonnellate» ma «non c'è autosufficienza di smaltimento e da tempo si è costretti a ricorrere a soluzioni extra territorio con ulteriore aggravio di costi».

Basta questo – a giudizio della Confindistria – per avvertire «l'assoluta e urgente necessità di concretizzare il progetto di realizzazione del nuovo termovalorizzatore». E aggiunge che nel nostro territorio provinciale «esistono le competenze specifiche e la cultura consolidata per assicurarne un'efficiente gestione» (e a tal proposito dice di mettersi a disposizione).

Quella del maxi termovalorizzatore – si afferma – è «una occasione da non perdere per verificare la capacità di lavorare insieme per lo sviluppo sostenibile e condiviso del territorio.Mai come adesso, infatti, sarà indispensabile superare le polemiche e gli sterili dibattiti che hanno caratterizzato gli iter autorizzativi per iniziative industriali in questo settore».

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