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Livorno

«Dal Sonnino a Calafuria è tutta nostra proprietà»

«Dal Sonnino a Calafuria è tutta nostra proprietà»

Lo spiega il figlio dell’ingegner Sergio Pucciarini che però dà assicurazioni «La spiaggia è sempre stata aperta e non verrà chiusa neppure in futuro»

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LIVORNO. «Le posso dire con certezza che dal promontorio del Sonnino a Calafuria è tutto nostro. Sinceramente l’ho scoperto anch’io da poco: si occupava di tutto mio padre che è venuto a mancare un paio di anni fa». Così le polemiche partite dalla Cala del Leone si sono arrampicate su per la scogliera del Romito e hanno raggiunto i balconi del panoramico castel Sonnino. A parlare è Riccardo Pucciarini, figlio dell’ingegnere Sergio che nel 1987 - dopo avere spedito in mezzo mondo i sottomarini della sua Cosmos - comprò il meraviglioso castello livornese che era stato del barone Sidney Sonnino.

Pucciarini lo ripete due volte: «Dal promontorio a Calafuria è tutto nostro. I cacciatori ci ringraziano sempre perché vengono nel bosco a prendere i colombacci. Io, per la verità, non sono un amante della caccia, però...».

Quindi oltre a una bella fetta della cala paradisiaca che guarda dal basso il castello, sarebbe privata anche la lunga striscia di costa che abbraccia la ferrovia fino alla torre dei quadri di Fremura. È esclusa la parte più vicina al mare, che è del demanio marittimo.

«Stiamo parlando di aree improduttive – chiarisce subito Pucciarini – da una parte c’è il bosco e dell’altra la scogliera. Le abbiamo acquistate col castello a fine anni Ottanta: a quanto mi risulta quella è proprietà privata almeno da fine ottocento, quando c’era Sonnino».

Comune e capitaneria di porto hanno annunciato controlli sulle mappe e sopralluoghi tra gli scogli della Cala per verificare che la società che darà in affitto gli ombrelloni abbia davvero occupato un’area privata e non abbia invaso lo spazio demaniale. «Basta fare una visura catastale – controbatte Pucciarini – per vedere che fino alla linea del demanio, a pochi metri dalla battigia, è tutto nostro. Sono convinto che la società a cui abbiamo affittato gli spazi abbia fatto tutto secondo i crismi di legge».

«Vorrei chiarire - sottolinea – che la spiaggia non è stata mai chiusa fino a oggi e non lo sarà in futuro. Tra l’altro gli ombrelloni occupano solo il 20 per cento della nostra proprietà. Io sono convinto che alla fine sarà offerto un servizio in più alla città e spero che tutte le polemiche si sgonfino in un paio di giorni».

Ma perché, dopo decenni, i proprietari hanno deciso di affittare l’arenile? «Il titolare della Solaris – racconta Pucciarini – aveva già preso contatto con mio padre per aprire uno stabilimento dall’altra parte, dove c’è il moletto». Un bagno al Sonnino? «Sì – risponde – ma non sarebbe stato possibile. Così ci ha chiesto di avviare questo piccolo business nelle nostre aree alla Cala del Leone. Alla fine abbiamo deciso di accettare e abbiamo firmato il contratto».

Sanno, i proprietari del castello, che quell’angolo del Romito, vissuto da sempre in modod “free”, per moltissimi livornesi è un po’ come casa? «Lo so – controbatte Riccardo Pucciarini – ma so anche che molti livornesi considerano un loro diritto venire al Sonnino, rompere la nostra rete, passare dalla nostra proprietà... Comunque ripeto: la Cala del Leone non è stata chiusa fino a oggi e non sarà chiusa in futuro».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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