Rio Maggiore, 5 milioni per evitare allagamenti
Completati gli scavi e gli argini di quattro casse di espansione per la messa in sicurezza idraulica: serviranno al quartiere di Ardenza e al Nuovo Centro
LIVORNO. Il Comune di Livorno sta completando le opere di messa in sicurezza idraulica del Rio Maggiore. Come? Con la realizzazione di quattro casse di espansione che, oltre a creare le condizioni per la salvaguardia idraulica del futuro Nuovo Centro, dovrebbero garantire la sicurezza del rione Ardenza (circa 7mila abitanti) in caso di piogge eccezionali. Scavi e argini sono pronti.
Le casse di espansione sono una sorta di bacini artificiali collegati direttamente al fiume per alleggerirne la portata attraverso un sistema di presa e di scarico. Tutto per evitare che le acque inondino strade e case quando piove troppo. Per l'intervento sul Rio Maggiore è prevista una spesa di 5 milioni e 200 mila euro a carico dei privati. Si tratta, infatti di interventi a scomputo delle opere di urbanizzazione: in altre parole tutte opere che l'impresa o il consorzio di turno devono realizzare in cambio della possibilità di lottizzare i terreni e costruire palazzi.
Le quattro casse di espansione in via di completamento si possono vedere nell'area compresa tra la rotatoria del viale Boccaccio e i cimiteri della Misericordia. Complessivamente raggiungono i 120mila metri quadri di superficie e possono contenere 500mila metri cubi d'acqua.
«I lavori sul Rio Maggiore – interviene il vicesindaco Bruno Picchi – rappresentano un ulteriore tassello nel programma di lavori per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua che l'amministrazione sta portando avanti da molti anni e che ha permesso l’adeguamento dell'80 per cento delle aree potenzialmente esondabili. Operazione in cui – sottolinea – sono stati investiti complessivamente oltre 11 milioni e mezzo di euro, tra risorse comunali e oneri di urbanizzazione».
Il vicesindaco chiarisce insieme al responsabile delle strategie ambientali e della protezione civile, Leonardo Gonnelli, che la messa in sicurezza idraulica del territorio è partita nel 1998, con un accordo col Comune di Collesalvetti per l'area di Pian di Rota. Nel 2008, dopo l'approvazione del Pai (Piano ai assetto idrogeologico regionale), sono state poi realizzate e collaudate altre casse di espansione sui maggiori corsi d'acqua.
In particolare, sul percorso del Felciaio-Querciaio, che mette in sicurezza la Scopaia, sono state create due casse di di 21mila e 9mila metri quadri. Una cassa di 127mila è stata realizzata sul Rio Cignolo (area Porta a Terra) mentre sul Rio Cigna è attesa l’opera da 70mila metri che dovrebbe garantire il travagliato Borgo di Magrignano.
Picchi ha fatto sapere anche che in collaborazione col Comune di Colle è stata realizzata una piccola cassa di espansione del Torrente Ugione, mentre per la manutenzione dei corsi d’acqua minori (soprattutto Quercianella e Montenero) sarebbero stati spesi circa 150mila euro.
Da ultimo il milione e mezzo di euro (soldi della Regione) per i lavori progettati dal Consorzio delle colline livornesi per la messa in sicurezza degli argini del Torrente Ugione all’altezza di via Nord a Stagno (duramente colpita nel 2007).
Resta da realizzare (ma la competenza è della Provincia di Livorno) la cassa di espansione del Torrente Ugione a Vallin Buio: si tratta di un’opera indispensabile per il futuro trasferimento nella zona di industrie che, per l'attività che svolgono, devono essere delocalizzate. Un esempio sono le ditte che trattano lo smaltimento dei rifiuti. L’operazione è oggetto di una maxi variante urbanistica che sta curando l’assessore Mauro Grassi.
Simone Consigli
Juna Goti
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