Il Tirreno

Livorno

Rapì le sue due figlie ricercato dalla polizia per traffico di droga

di Lara Loreti
Rapì le sue due figlie ricercato dalla polizia per traffico di droga

Latita da 2 anni. L’ex moglie con le bimbe ritrovate in Tunisia è protetta dalle forze dell’ordine e vive all’estero dal 2010

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LIVORNO. Nel 2009 rapì le sue due figlie in Tunisia e sparì nel nulla, lasciando senza parole la moglie, la livornese Laura Dini. La donna, dopo un anno di ricerche nel Paese del Nordafrica, le ritrovò nel 2010: amici magrebini di lui le avevano nascoste in un villaggio. Lui, Nabil Zakraoui, tunisino di 40 anni, nel mondo della malavita è noto come Mohdi. Qualche alias e tante denunce alle spalle, il tunisino da due anni è ricercato dalla polizia. E non solo per la triste vicenda del sequestro delle bimbe (per il quale tra l’altro ha già scontato anche un anno di carcere in Tunisia). Zakraoui è considerato dalla polizia un boss delle organizzazioni dedite al traffico di droga attive in città da oltre dieci anni. Ed è uno dei 14 ricercati della maxi operazione dell’Antinarcotici della squadra mobile della polizia che due settimane fa ha portato all’arresto di 56 persone tra livornesi e magrebini.

La sua storia comincia nel 2000, quando arriva in città e conosce Laura. I due si frequentano e si innamorano. Poi l’anno successivo si sposano. Tutto procede più o meno bene: i due coniugi danno alla luce due bimbe, una nel 2004 e 2007. Tuttavia, come poi emerso dalle denunce presentate dalla stessa famiglia Dini, Zakraoui si dedica allo spaccio di stupefacenti, in particolare di cocaina. Attività che svolge a tempo pieno e che a lungo andare crea una frattura nella coppia e poi in famiglia tanto che la donna comincia a rifiutare di usare i soldi di lui per le spese relative alle piccole.

All’inizio, come appurato dalla polizia, il tunisino ha un ruolo marginale in quanto membro dell’associazione capeggiata dalla marocchina Amri Rachida detta Laila, la regina del traffico di droga livornese nei primi anni 2000. Ma nel corso degli anni, con l’uscita di scena di Laila (espulsa), il suo “discepolo” aveva fatto carriera nel mondo degli stupefacenti, arrivando a costituire una sua organizzazione e a controllare tutto il traffico di coca di Livorno. Zakraoui secondo la polizia aveva contatti in Olanda da cui importava la roba ed era in grado di importare anche 5 chili alla volta. Ma soprattutto il 40enne, secondo la polizia, era in affari con connazionali a Firenze.

Il tunisino si vantava in famiglia di avere grosse disponibilità di denaro e aveva contatti anche con professionisti e imprenditori nel mondo della ristorazione che erano interessati agli acquisti. Il giro di denaro di cui disponeva Zakraoui era così ricco che gli permetteva anche investimenti in Tunisia.

Il 40enne, dopo il sequestro delle piccole, è rimasto con loro nel suo Paese per due anni. Le bambine sono state ritrovate dalla madre nell’estate del 2010: mesi di gioia per il ricongiungimento ma anche di terrore di finire di nuovo nella mani dei rapitori.

Poi in autunno, Laura Dini e le due piccole, che oggi hanno 5 e 8 anni, tornano a Livorno per poi essere inserite nel programma di protezione del Ministero dell’Interno. La donna e le figlie sono state messe al sicuro, in una località protetta che non conosce nessuno: una nuova vita. Il padre delle bimbe, dal canto suo, dopo un anno di carcere a Tunisi nel 2009 si è reso irreperibile ed è tuttora ricercato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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