«Molo Novo da scorciare»
La proposta di Mannocci dopo l’incidente della Hoegh Asia
LIVORNO. «Se vogliamo che la navi da 8-10mila teu arrivino nel nostro porto, otre ai dragaggi in programma e allargamento del Canale di Accesso, dovremo anche ampliare la "Bocca Sud" scorciando di circa 100 metri il lato sud della Diga Curvilinea, conosciuto da noi livornesi come il “Molo Novo”». La proposta arriva, poco dopo l’insabbiamento della car carrier Hoegh Asia, da Vladimiro Mannocci, esponente del vertice della Compagnia portuale. Sa benissimo che è stato «costruito nel 1858 e per questo attualmente sotto la Soprintendenza delle Belle Arti», ma «se vogliamo un porto all’altezza con i tempi questo obiettivo non può essere un tabù».
La nave insabbiata – segnala Mannocci – ha un pescaggio tutt’altro che eccezionale: si è arenata «nel solito "mammellone" di sabbia di 400mila metri cubi, situato fra il muro esterno del Bacino e la Bocca Sud, che l’unico accesso commerciale agibile e lo sarà ancora per decenni».
Il dirigente della Compagnia segnala che «non è la prima volta che navi di basso pescaggio si arenano in quel punto, che da tempo immemore sappiamo essere uno dei punti critici per la navigazione in porto». Ma tutto questo – afferma – è accaduto mentre nei porti di Genova e di La Spezia si stavano ospitando fullcontainer di grandi dimensioni»: l’una con «capacità di 12.500 teus» e l’altra da 8.500.
Secondo Mannocci c’è un «divario competitivo nel settore dei contenitori» fra Livorno e gli altri scali concorrenti. E – aggiunge – l’«imminente dragaggio dei 100 mila metri cubi del “mammellone” prospiciente l'ingresso Sud del porto non risolverà sicuramente i problemi di navigabilità, specie se vogliamo accogliere navi da oltre 350 metri di lunghegzza, con pescaggi di meno13 metri. Il dragaggio di tutti e 400 mila metri cubi risolverebbe i problemi realtivi al traffico attuale».
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