Il presidio
Treni sovraffollati sporchi e in ritardo
Abbiamo provato a viaggiare da Livorno a Firenze nell’indecente servizio che viene offerto ogni mattina a migliaia di persone
di Giorgio Carlini
LIVORNO
Mentre in Italia impazza la sfida ad alta velocità tra Italo, il nuovo supertreno della società privata Ntv, e il Frecciarossa di Trenitalia, la dorsale tirrenica sopravvive a stento tra carrozze sovraffollate, ritardi e disservizi. Sotto accusa la tratta Livorno - Firenze, utilizzata quotidianamente da migliaia di viaggiatori toscani. Abbiamno fatto la prova ieri mattina salendo insieme ai livornesi .
Pendolari per un giorno. Così siamo saliti sul treno regionale veloce 3102, proveniente da Grosseto, che ferma alla Stazione Centrale di Livorno alle 7.10.
La prima considerazione riguarda proprio il nome del convoglio. Difficile capire che cos'abbia di "veloce" un treno che da Grosseto a Firenze impiega 2 ore e mezzo, di cui 1 ora e 20 minuti da Livorno alla stazione di Santa Maria Novella. Per la cronaca, con i supertreni Italo e Frecciarossa basta 1 ora e mezzo per andare da Firenze a Roma. Ci prepariamo a indossare i panni del viaggiatore, ma il primo inconveniente lo incontriamo addirittura il giorno precedente alla partenza. Per accertarci sull'orario del treno e per acquistare il biglietto proviamo a servirci del sito di Trenitalia.
Il sito in tilt. Compiliamo i campi di ricerca, attendiamo la risposta, e: "Siamo spiacenti, ma per un malfunzionamento temporaneo non è possibile accedere al sito. Si prega di riprovare più tardi". Fortuna che la maggior parte dei veri pendolari ha l'abbonamento mensile…
Alla stazione. La mattina seguente sembra invece cominciare in modo positivo: il regionale 3102 si presenta al binario 3 della Stazione Centrale alle 7.10 spaccate.
Scordatevi i profili accattivanti di Italo o i colori sgargianti del Frecciarossa: il nostro treno è vecchiotto, scolorito e piuttosto sporco. A Livorno sono in molti a salire, ma sulle 8 carrozze pare esserci posto per tutti.
Sospiro di sollievo: «Oggi la situazione è migliore del solito - sottolinea Luisa, assidua frequentatrice della corsa - Forse in tanti sono ancora in ferie. Le assicuro che di solito trovare posto a sedere è impresa ardua».
Fa freddo. Montiamo sulla carrozza più vicina e ci accomodiamo nel primo spazio libero. All'interno fa più freddo che fuori. Colpa dell'aria condizionata? No, la causa è un'altra, e lo si capisce quando il convoglio riparte. Un finestrino è rotto e rimane completamente aperto. Un ragazzo prova a chiuderlo, niente da fare. I posti intorno a noi sono occupati, quindi non possiamo spostarci. Non resta che abbottonarsi il giacchetto fino al collo e sopportare freddo e vento.
«Stamani ci voleva il coltrone». Federico, impiegato, ci scherza su. Perché, racconta, se fai il pendolare, è meglio prenderla con filosofia. «Non so cosa è peggio - prosegue - tra l'alzarsi alle 6 ogni mattina, o il dover affrontare questa odissea».
Sporcizia e ritardi. Quali sono i problemi più gravi? I passeggeri sono tutti d'accordo: sporcizia, sovraffollamento e ritardi. «Ci vorrebbero almeno altri due vagoni per garantire più posti a sedere - dice Filippo, studente universitario - E poi, non si capisce come mai, ma il treno parte sempre in orario, e arriva sempre in ritardo».
La carrozza sulla quale viaggiamo, oltre che fredda, è anche buia. Le luci infatti non funzionano. Nel frattempo arriviamo alla stazione di Pisa. Alcuni passeggeri scendono, molte di più sono le persone che salgono. Anche i nuovi arrivati provano a chiudere il finestrino danneggiato, perché tra rumore e vento il tragitto si fa davvero pesante.
Riparazioni fa da te. Esasperato, un uomo stacca dalla parete il martelletto rosso d'emergenza, e lo incastra tra i due vetri, anche con l'aiuto delle tendine, riuscendo a bloccare il finestrino. Vandalismo o atto di sopravvivenza?
A singhiozzo. Pochi minuti dopo aver lasciato Pisa, il treno comincia a procedere a singhiozzo. Rallenta, si ferma, riparte, rallenta di nuovo, si ferma ancora. Ma siamo gli unici a essere meravigliati. Ci guardiamo intorno, i veri pendolari si stringono nelle spalle e fanno una faccia come a dire: «Ci risiamo».
Il convoglio si muove a passo d'uomo per un'altra decina di minuti. In molti cominciano a spazientirsi. Fino a quando lo speaker annuncia che "il treno subirà alcuni minuti di ritardo, a causa di un guasto sulla linea, provocato da un furto di rame».
Ci mancavano anche i ladri di rame sulla linea per Firenze. Tra i passeggeri c'è chi ride, chi impreca, e chi dopo neanche 40 minuti di viaggio, già avverte amici o colleghi di lavoro del sicuro ritardo.
Posti in piedi. Alle 8.00 dovremmo essere a Empoli, invece siamo a Pontedera. Ora il treno è davvero colmo, con diverse persone costrette a rimanere in piedi sul corridoio e tra una vettura e l'altra.
Per fortuna, lungo il percorso successivo il convoglio non deve fronteggiare altri ostacoli. Anzi, riesce persino ad acquistare velocità e a ridurre lo svantaggio accumulato in precedenza.
Arriviamo a Firenze Santa Maria Novella alle 8.47, con "solo" un quarto d'ora di ritardo.
I passeggeri scendono di corsa per cercare di recuperare qualche minuto p’rezioso. Note a margine: dei controllori nessuna traccia. E se durante il percorso doveste avere necessità di utilizzare i servizi igienici, vi conviene attendere di arrivare in stazione: i bagni sono in uno stato pietoso.
Erano sporchi già quando siamo saliti a Livorno e durante il tragitto le condizioni non sono certo migliorate.
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