Il Tirreno

Livorno

«Ci riuniremo anche per i prossimi match»

«Ci riuniremo anche per i prossimi match»

L’Rsu annuncia che la battaglia continuerà: vogliamo dimostrare che il progetto stadio è valido

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Vogliamo dimostrare che il progetto stadio non è un optional, ma una necessità. Ecco perché abbiamo intenzione di convocare nuove assemblee sindacali in concomitanza delle partite che restano da giocare». Promette battaglia la rappresentanza sindacale interna al corpo di polizia municipale.

Al centro dell’agitazione c’è l’ormai famoso progetto stadio che il Comune ha deciso di sospendere in via cautelativa dopo l’ispezione del ministero delle Finanze. Sotto la lente romana c’è finito il fondo di incentivi utilizzati per il cosiddetto trattamento accessorio del personale, in particolare i 400mila euro che ogni anno vengono attivati in base al bilancio comunale. Il ministero contesta la scelta di coprire il servizio extra dei vigili al Picchi con un progetto speciale (100mila euro all’anno), finanziato con quel fondo. Il servizio, scrivono, dovrebbe essere considerato ordinario, di routine. Così il Comune ha congelato progetto e pagamenti in attesa di chiarimenti.

I vigili si sono già riuniti in assemblea durante la prima partita di aprile. Oggi il secondo faccia a faccia, «e nelle prossime giornate – dice Renata Di Turi (rsu Cisl) esprimendo la posizione condivisa da altre sigle – potremmo fare lo stesso». «Venerdì mattina – chiariscono dalla rsu – abbiamo incontrato il comandante Pucciarelli che ci ha chiesto di garantire il servizio aggiuntivo nonostante la sospensione del progetto. Èuna partita delicata e c’è stata una comunicazione del questore». «Il servizio allo stadio – continuano – è un nostro compito, ma solo con 13 agenti che coprono tre uscite (Baracca, Randaccio, Pensieri) e vigilano sulla viabilità. Come è stato fatto fino al 26. All’inizio ci siamo opposti alla richiesta del comandante proprio perché la città capisse l’importanza del progetto. Tanto più considerando che gran parte del personale era stato autorizzato a fare festa: il primo maggio avremmo dovuto garantire solo i servizi essenziali, con il 43 per cento della forza lavoro». Operazione già complicata considerando il Tan, un corteo e la partita. «Alla fine – chiudono – abbiamo concordato la presenza di trenta vigili intorno al Picchi, con il progetto stadio ce sarebbero stati almeno quaranta. La comunicazione del questore dimostra che il nostro supporto è tutt’altro che superfluo».

Juna Goti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani