Il Tirreno

Livorno

via palestro e via della cappellina

Due strade, un’unica grande buca

Due strade, un’unica grande buca

Gli abitanti di San Marco: marciapiedi malmessi e transenne infinite

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LIVORNO. Che cos'hanno in comune via Palestro e via della Cappellina? Le due strade parallele, nel quartiere San Marco, distano poche decine di metri l'una dall'altra: entrambe sono caratterizzate da un degrado dell’asfalto, sia per le corsie di traffico che per i marciapiedi.

«All'inizio di via della Cappellina, sul lato di via Solferino - scrive Luca - I marciapiedi sono pieni di buche, anche profonde e in alcuni tratti pericolose. Infatti ostacolano seriamente il passaggio dei bimbi sul passeggino. Da alcuni mesi, e più volte, il problema è stato segnalato, anche ai vigili urbani».

Ma non è tutto. Da circa una ventina di giorni si è formata una buca in mezzo alla carreggiata.

Per ovviare al pericolo, il Comune ha temporaneamente messo in sicurezza quel tratto ponendo sopra l'avvallamento un cartello che avvisa gli automobilisti e li obbliga a transitare ai lati dell'ostacolo.

All'altezza della buca sono stati messi anche dei cartelli di divieto di sosta, che impediscono il parcheggio sui due lati della strada, per un tratto di circa 15-20 metri. Ma più il tempo passa, e più la situazione diventa insostenibile. «Gli abitanti della via - prosegue il lettore - per problemi di parcheggio, stanno cominciando a posteggiare le auto nel tratto vietato. Speriamo che la buca venga chiusa al più presto».

Non che via Palestro se la passi poi tanto meglio. «Mi chiedo quando il Comune si degnerà di rifare la strada - scrive un altro lettore - In passato ci sono stati un sacco di lavori che hanno provocato buche trasversali alla via, impossibili da evitare, perché col tempo si sono trasformate in veri e propri solchi».

La zona, sottolinea il cittadino-segnalatore, è frequentata da molte mamme che portano a scuola i propri figli, spesso in bici o in motorino, e gli avvallamenti costituiscono un serio pericolo. Poi chiude con una provocazione: «Per sistemare via Palestro, forse ci doveva passare il Giro d'Italia…».

Giorgio Carlini

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