E gli arredi finiscono nei ristoranti
L’edificio è stato già svuotato: il bancone del bar viene utilizzato alla Spica
Chi avesse nostalgia della Gran Guardia può sempre recarsi a pranzo o a cena a La Spica, in via Grotta delle Fate. Il motivo della strana affermazione è presto spiegato. Un cinema e un ristorante, in effetti, all'apparenza non hanno niente in comune. Ma basta entrare nel locale di proprietà di Angelo Di Giorgi e di sua figlia Assia per rendersi conto di persona che un'importante "eredità" dello storico edificio di via Grande si è trasferita nel quartiere di Collinaia.
Una parte dell'arredo dell'ex cinema è stata infatti utilizzata all'interno del ristorante. A cominciare dal grande banco del bar della Gran Guardia, un tempo elemento ben in vista nell'ampio salone della struttura, e oggi trasformato in bancone per i caffè e per la cassa. Ma c'è dell'altro. Le pareti del locale sono state coperte con i listelli in legno dell'ex cinema. E per finire, c'è anche un mobile che in passato era adibito a cappellinaio. Cioè as appendi cappelli: un cimelio storico.
È lo stesso Angelo Di Giorgi a raccontare il modo in cui è entrato in possesso del materiale. Tutto nasce dall'amicizia con Giovanni Lippi, già direttore della Gran Guardia e al tempo rappresentante della famiglia proprietaria dell'immobile. Qualche anno fa, Di Giorgi ha l'opportunità di visitare la struttura insieme a Lippi, e resta colpito da quel grande bancone in legno inutilizzato.
Al proprietario del ristorante si accende la lampadina, e pensa che quel mobile potrebbe essere usato nel suo locale. Così l'amico gli permette di prenderlo. Stesso discorso per i listelli in legno - il così detto fasciame - e per il vecchio cappellinaio.
«Per noi - conclude Di Giorgi - è un motivo di grande orgoglio avere questi elementi nel nostro ristorante. Rappresentano una parte importante della nostra città e del vissuto dei livornesi«.
Già. Nel frattempo, però, l’ex cinema teatro si è svuotato: gli arredi sono stati regalati o venduti e localizzare dove siano finiti diventa difficile. Forse in qualche altro ristorante oppure nell’abitazione di qualche collezionista. Chissà. Di certo è che dentro vi è rimasto ben poco a proposito di ricordi dei fasti del tempo che fu.
Solo alcune poltroncine e qualche immobile che sono stati accatastato in attesi che H&M li riutilizzi per arredare il maxi-negozio di abbigliamento che aprirà al piano terreno dell’immobile. (g.c.)
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