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Livorno

Tirrenia e Calambrone la tintarella costa cara

Tirrenia e Calambrone la tintarella costa cara

Aumenti fino al 7% rispetto all’anno scorso in molti stabilimenti del litorale. Ma la maggioranza dei balneari non ritocca il biglietto giornaliero

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LIVORNO. Gli stabilimenti balneari cittadini alzano le tariffe ma quelli di Calambrone e Tirrenia non sono da meno. Anche sul litorale pisano, storicamente preso d’assalto da migliaia di famiglie livornesi, la tintarella costerà un po’ di più. In alcuni casi molti proprietari hanno scelto di recuperare solo l’1% derivante dall’aumento dell’Iva. Ma in altri il salasso è più deciso, arrivando al più 7%. La crescita delle spese e quelle in arrivo (a cominciare dall’Imu) hanno portato al ritocco dei listini, spiegano i balneari.

Finora le prenotazioni sono andate a rilento, ma secondo molti proprietari la colpa è stata del clima che ha tenuto lontani livornesi e pisani dalla costa.

In queste pagine pubblichiamo tutte le tariffe degli stabilimenti del litorale (occorre sottolineare che quelli riportati sono i prezzi massimi indicati da ciascun stabilimento). Una specifica: nel paragone tra i bagni bisogna sottolineare che per le strutture che hanno cabine con doccia, il prezzo massimo sale ancora per questo servizio in più. Inoltre, quando si parla di ritocchi dei prezzi rispetto all’anno scorso, ci sono differenze che non possono non essere rimarcate. Prendiamo il costo giornaliero di un ombrellone e 2 sdraio: in questo caso sono ben 52 su 67 (da Calambrone a Marina di Pisa) gli stabilimenti che hanno deciso di lasciare il prezzo invariato, quasi il 78%; mentre gli aumenti sono in 14 bagni, che corrispondono a circa il 20%.

L’abbonamento stagionale, per lo stesso servizio, invece rivela una scelta diversa: quasi il 60% degli stabilimenti ha deciso di aumentare la tariffa. Considerando poi anche la cabina, insieme all’ombrellone e alle due sdraio, si ricava la medesima tendenza: la stragrande maggioranza (73%) ha lasciato il costo immutato; al contrario, il prezzo stagionale è stato aumentato dal 59% degli stabilimenti (in cinque, il 7,3%, lo hanno diminuito).

Proprietari e gestori dei bagni, a fronte dei timori della crisi sui clienti, sanno che sul giornaliero (sempre più diffuso) devono “tenere”. Mentre sugli abbonamenti, facendo leva sui clienti fissi ed affezionati, si prova a ricavare qualcosa in più. «Qualche piccolo aumento c’è stato», conferma Alessandro Cordoni, titolare del Bagno Vittoria di Marina e coordinatore della Fiba Confesercenti. «Speriamo sia colpa del clima, con la gente che logicamente non ha ancora voglia di mare per queste temperature invernali. Ma le riconferme - aggiunge - stentano rispetto agli altri anni e su questo penso incida anche la crisi economica». E gli aumenti? «I balneari in questi anni - dice Cordoni - hanno sempre cercato di accollarsi gli aumenti dei costi per non gravare sui clienti. Adesso la situazione è difficile: dai canoni demaniali all’Iva, dall’incognita Imu al costo del personale. Senza considerare le incertezze sul nostro futuro. Cerchiamo quindi di contenere al massimo i ritocchi, ma i ricavi sono in calo e le spese in aumento».

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