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Livorno

Dragaggi, via ai lavori della Vasca-bis

Dragaggi, via ai lavori della Vasca-bis

Finalmente consegnate le chiavi al pool di imprese: senza fondali sufficienti i traffici fuggono

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LIVORNO. Finalmente l’Authority fa il bis: alla fine di settembre l’appalto era stato aggiudicato a Sidra (Società italiana Dragaggi) e Pietro Cidonio spa, e adesso – a distanza di sei mesi – sono state consegnate a pool di imprese le “chiavi” dell’appalto per costruire la seconda Vasca di Colmata, quel ritaglio di mare (delimitato da un grosso argine) all’interno del quale versare le melme scavate dai fondali del porto.

La Vasca-bis, attesissima da tempo, è sull’esterno della Darsena Toscana: accanto all’altra già realizzata (e riempita) negli anni scorsi). Avrà una dimensione tale da accogliere qualcosa come un milione e mezzo di metri cubi . Il tempo stabilito per realizzarla è di 30 mesi, comunque all’Authority immaginano che i lavori saranno completati «non prima della metà del 2015».

Quando fra anni i fanghi si saranno induriti e consolidati avremo un piazzale da 370mila metri quadri in più in un porto da sempre affamatissimo di spazi.

Ma, prima ancora di guardare agli spazi futuribili a disposizione, per la (litigiosa) comunità del porto questa è una notizia ok. In mezzo alle tante guerre e guerricciole che in porto nascono di continuo fra gli operatori, c’è una battaglia che invece mette tutti d’accordo: è la lotta contro l’insabbiamento dei fondali.

In questi stessi giorni è andato a segno anche l’altro tassello della strategia di Palazzo Rosciano su questo fronte: è stato trovato il modo di tenere chiuse le “porte vinciane” fra lo Scolmatore e la Darsena Toscana. Finora erano praticamente sempre aperte perché Pisa temeva di veder finire ko lo sbocco a mare per i fantastici yacht prodotti dalle imprese boom nate sul Canale dei Navicelli. Ma è da lì che, secondo uno studio noto da dieci anni,ogni nno entrano dentro la Darsena Toscana addirittura 28mila metri cubi di fanghi. Basta questo a ridurre di 60-70 centimetri il pescaggio disponibile per navi che al contrario mirano sempre più al gigantismo. A un ritmo sempre più accelerato, se è vero che l’introduzione di nuove mega-navi sulle rotte del Nord Europa ha spinto i grandi armatori a anticipare di almeno un anno il trasferimento delle portacontenitori da 8mila teu nell’area mediterranea. Dunque, con l’esigenza imprenscindibile di avere fondali sempre maggiori.

Gli sforzi dell’Authority sembrano concentrati su questo versante: è annunciata per la prima metà del mese prossimo l’aggiudicazione dei lavori (durata 2 mesi) per “caratterizzare” i fondali della Darsena Toscana, cioè preparare le specifiche di dettaglio del progetto di dragaggio che il ministero dell’ambiente dovrà approvare. Entro quando? Nessuno può dirlo.

Nel frattempo, ci si arrangia com’è possibile: nel giro di un mesetto terminerà l’intervento con cui si è livellato il bacino di evoluzione, un “incrocio” fondamentale per l’ingresso in porto. Potranno transitare le navi con pescaggio fino a 11,30 metri e lunghezza fino a 336 metri. In pista la gara per aggiudicare il dragaggio dell’imboccatura sud. Obiettivo? Rendere meno arduo l’ingresso ai giganti da 8.500 teu.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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