Italia
La leggenda si avvera
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Era una notte come tutte le altre quando il capitano Barbanera, capitano del vascello "La conca d'oro", ordinò ai pirati di ritirarsi in coperta. All'improvviso arrivò una tempesta, il capitano cercò di avvisare gli altri dando l'allarme, ma non ci riuscì a causa di un'onda che lo fece sbattere ai lati del vascello; il pavimento era bagnato ed era difficile rialzarsi. Quando Barbanera dette l'allarme era troppo tardi, ormai tutte le cabine era state inondate, a parte la stiva. Nel frattempo i pirati, accortisi della tempesta, erano scesi nella stiva con un grande libro, il libro delle leggende del mare. Mentre i pirati sfogliavano il libro, il capitano era riuscito a salvarsi aggrappandosi all'albero maestro, anche se era facile scivolare in quanto bagnato. Dopo ore di continuo timore, finalmente la tempesta si fermò ed il capitano potè andare a cercare il resto della ciurma. Quando riuscì a trovarli, li vide tutti preoccupati, ma non fece in tempo a chiedere loro il perché, che notò il titolo della leggenda che stavano leggendo "La notte del 4 febbraio". Si rese subito conto che la data coincideva con quel giorno e così iniziò subito a leggere. Quando ebbe finito, ordinò a tutti di prendere il comando del vascello più in fretta possibile o avrebbero rischiato la vita.
La leggenda dei mari narrava che, chiunque avesse solcato i mari in quel giorno dell'anno, avrebbe rischiato la vita. Detto, fatto. I pirati persero il controllo del vascello che andò a sbattere in uno scoglio, la prua e l'alloggio dell'equipaggio si ruppero completamente e, per paura di affondare, sganciarono le scialuppe e remarono fino a riva. Arrivati sulla costa iniziarono ad esplorare la zona, al centro dell'isola vi era una grande foresta ed iniziarono ad abbattere piante per far posto ad un accampamento. Dopo aver abbattuto qualche albero furono circondati da serpenti velenosi, gli unici abitanti dell'isola. Mentre Barbanera dormiva su un'amaca che si era fatto appositamente costruire, gli altri iniziarono a combattere i serpenti; riuscirono a farli morire tutti, ma non si accorsero che uno di questi era ancora vivo. Durante la notte il serpente, con un morso, uccise il capitano e nessuno se ne accorse. Al mattino trovarono Barbanera morto, prepararono una cerimonia con i fiori che trovarono sull'isola. Dopo la cerimonia decisero di nominare capitano il figlio, di nome Findus. Findus, al contrario del padre, aiutava la ciurma nelle costruzioni, non era un fannullone, era la prima volta che lavorava, ma riuscì a fare un buon lavoro. L'unione fa la forza. Riuscirono a costruire un altro veliero che chiamarono "Barbanera" in onore del loro "vecchio". Al nuovo veliero non accadde mai niente. Il corpo del vecchio capitano fu messo nelle cabine ufficiali del veliero abbandonato e ancora oggi, anche se malconcio, naviga per mare. Si crede che sia protetto dallo spirito del vecchio capitano e che, durante la notte, il fantasma attraversi la nave dalla poppa alla prua, arrampicandosi sia sulla vela quadrata che sull'albero maestro.
Provincia: Livorno
Comune: Riotorto
Scuola media Andrea Guardi
Gloria Cavazzoni
Classe 3°
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