Il Tirreno

Livorno

La vela, sport e scuola di vita

Valentina Saccomando e Benedetta Cecchi

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Era un piovoso pomeriggio d'inverno e Luigi, annoiato, si trovava disteso sul divano. Sua madre, passando di lì e vedendolo in quelle condizioni, gli suggerì di andare in soffitta a cercare qualcosa con cui giocare; lui non se lo fece ripetere due volte e seguì il consiglio della madre. Una volta raggiunta la soffitta, si mise a cercare tra i giocattoli ammucchiati per terra, ma non trovò niente d'interessante; quando ormai aveva perso ogni speranza, vide un vecchio baule in un angolo. Incuriosito, lo aprì e dentro trovò un modellino di una barca a vela e un diario dalla copertina logora e le pagine ingiallite; istintivamente lo aprì e sulla prima pagina lesse un nome: "Luca Macchioni". Con grande meraviglia, capì che quel diario doveva essere appartenuto al suo bisnonno, famoso timoniere del 1900; così prese il modellino e il diario e andò in camera sua. Rimase a studiare il prototipo della barca per circa dieci minuti, cercando di individuare le sartie; il paterazzo e lo strallo, e di distinguere la randa dal fiocco o la boma dal tangone; poi iniziò a leggere.
Diario di bordo del timoniere Luca Macchioni.
13 Maggio 1901, ore 12.00 - Oggi io e i miei compagni siamo partiti all'alba dal porto di Piombino per allenarci: tra una settimana ci sarà una competizione cui parteciperanno tutte le squadre della città, e noi siamo quasi sicuri di vincere. In questo momento, dopo aver percorso qualche miglio, abbiamo deciso di fare una pausa per mangiare qualcosa; è una sensazione meravigliosa trovarsi in mare aperto, lontano dal caos della città, barcollando sopra le onde, con il sole che ti scalda il viso e il Maestrale che ti scompiglia i capelli. Luigi si sentì chiamare da sua madre, perciò chiuse il diario e lo nascose sotto il letto. Mentre raggiungeva sua madre, ripensò a quanto aveva appena letto: riusciva in qualche modo a immaginare il mare, il sole, il vento e il suo bisnonno a comando del timone.. e tutto questo gli dava un senso di benessere. Quella sera, prima di addormentarsi, riprese il diario e lesse la seconda pagina. 20 Maggio 1901, ore 19.30. Quella di oggi è stata una giornata memorabile! Con un po' di abilità e il vento favorevole siamo riusciti ad arrivare terzi! Dopo tanti mesi di duro allenamento ce l'abbiamo fatta! E' il giorno più felice della mia vita! Improvvisamente Luigi si sentì pervaso da un'inspiegabile frenesia e curiosità, e, anche se si sentiva distrutto, non riusciva a togliere gli occhi da quel diario; era come se, da un momento all'altro, avrebbe potuto prendere fuoco magicamente e ogni singola prova delle avventure del suo bisnonno sarebbe andata distrutta. Perciò continuò la lettura.
7 Febbraio 1907, ore 8.00 - Stamani ho letto una articolo sul giornale, dove c'era scritto che è nata la "IYRU", un'organizzazione mondiale per gli sport velici. Finalmente! Prima d'ora non c'era mai stato un insieme di regole e di standard di misura uguale in tutti i paesi, e quindi era molto complicato fare competizioni con persone provenienti da altre nazioni; adesso invece questo è possibile ed io potrò realizzare il mi sogno di competere con qualcuno di livello più alto! A Luigi venne da ridere, ma si trattenne per non farsi sentire dai suoi genitori. Ormai il suo bisnonno non c'era più, quindi non poteva sapere che l'associazione di cui parlava aveva cambiato denominazione in "ISAF". Sfogliando il diario, vide un articolo che gli sembrò particolarmente interessante, perciò lo lesse.
11 Aprile 1909, ore 20.10 - Oggi io e i miei compagni abbiamo fatto una gara contro una squadra inglese, e abbiamo perso.. ma sono felice lo stesso. Prima di tutto perché ho avuto l'opportunità di mettermi a confronto con persone migliori di me e questo mi ha insegnato molto: nelle competizioni ciò che conta è dare il meglio di sé. Se vinci è una vittoria, se perdi è un altro tipo di vittoria, perché si impara sempre qualcosa dagli altri, specialmente se sono migliori di noi. Alla fine della gara sono andato a fare i complimenti al timoniere avversario: all'inizio avevo paura che potessero nascere equivoci, invece abbiamo stretto amicizia, siamo andati a bere qualcosa e ci siamo scambiati suggerimenti e raccontati esperienze particolari. Si chiama John Brown, e domani lo rincontrerò per allenarmi con lui. Luigi rimase molto colpito da quelle parole piene di significato. Non aveva mai sentito parlare nessuno in quel modo, forse perché non aveva mai frequentato attività sportive in via sua; era da tanto tempo che cercava uno sport, ma non era ancora riuscito a trovare quello che lo ispirasse di più. Qualche minuto dopo fu vinto dal sonno e si risvegliò l'indomani per andare a scuola. Mentre faceva colazione, sua madre gli chiese se aveva deciso che sport praticare, e lui le rispose: - Mi piacerebbe la vela.
Provincia: Prato
Comune: Prato
Scuola: Liceo Scientifico "N. Copernico"
Valentina Saccomando e Benedetta Cecchi
Classe: I Ds

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