Il Tirreno

Livorno

«Il Far West in porto ci toglie il lavoro» Sos Agelp con rabbia

Calo in picchiata dei turni, lavoratori a tu per tu con Gallanti «Meno salario, boom della spesa per i mancati avviamenti»

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LIVORNO. Tornano a far sentire la propria voce i lavoratori di Agelp, l’unico soggetto autorizzato a fornire manodopera alle imprese per affrontare i picchi di lavoro in porto: stavolta nuovo round, insieme alle organizzazioni di categoria e ai delegati sindacali aziendali, al tavolo dell’Authority con il presidente Giuliano Gallanti e il segretario generale Massimo Provinciali.

Un passetto in avanti è stato fatto con l’ok alle chiamate di lunga durata, da parte prima della commissione consultiva e poi del comitato portuale. Resta però ancora da risolvere il problema-chiave: nei primi tre mesi del 2012 si sono avuti 804 turni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Un calo brusco che ha fatto sparire praticamente un turno su tre: proprio mentre gli occupati in porto sono cento in meno e invece i carichi di lavoro o restano allo stesso livello o aumentano (soprattutto in alcuni settori). Segno – spiegano i lavoratori all’uscita dall’incontro – che qualcosa non quadra: si dribbla con mille escamotage l’utilizzo «dell’unico soggetto autorizzato a fornire manodopera alle imprese«.

È per questo motivo che i lavoratori di Agelp (64 in tutto: 58 operativi e 6 amministrativi) hanno chiesto «un maggior rispetto delle regole sulle banchine». Tradotto: all’Authority chiedono di fare più controlli e poi, una volta compiute le verifiche del caso, emettere anche i castighi per chi sgarra.

Qui casca l’asino: si va da niente alla “pena di morte”, cioè alla revoca della concessione. «Nessuno la augura per nessuno – sono gli stessi lavoratori a dirlo – ma almeno il tentativo di far rigare dritto un ambiente che altrimenti rischia di diventare una babele».

Il modo per uscirne c’è, secondo gli uomini Agelp: «Far entrare nella compagine sociale dell’Agenzia anche le imprese che ora ne sono fuori. E in questo l’Authority ha un ruolo di “persuasore morale” nel segno di una maggiore corresponsabilizzazione».

Gallanti – riferiscono i lavoratori – ha preso impegno a compiere una serie di riunioni, chiamando le imprese una per una, così da verificare situazioni, problemi, disponibilità .

Intanto le chiamate non arrivate finiscono come “mancati avviamenti” (con una indennità pagata dallo Stato). Nei primi tre mesi sono quasi triplicati banlzandoi da 626 a 1.644: salario ridotto per i lavoratori, più spese a carico dello Stato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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