Il presidio
La piccola Venere mascotte del quartiere
La cagnolina maltrattata, investita da un’auto e abbandonata in un bosco. E’ semiparalizzata: adottata da una livornese viene portata a passeggio trainata su un carretto. In breve è diventata la mascotte del quartiere della Stazione dove tutti la conoscono e la riempiono di affetto e piccoli regali.
LIVORNO. Quando tre anni fa è stata trovata in un bosco a Molfetta, e sembrava morta. Qualcuno l’aveva abbandonata nel folto di un’area verde, dopo averla maltrattata e investita con un’automobile. La piccola Venere, canina meticcia che oggi ha 9 anni, era sanguinante, non camminava e stava per esalare il suo ultimo respiro. Un’associazione animalista l’ha presa in carico e l’ha tenuta per un anno in un canile. Ma Venere continuava a soffrire: aveva bisogno di una persona che l’amasse in maniera “dedicata”. Nonostante il male ricevuto dagli esseri umani, la piccola a quattro zampe non aveva perso la fiducia nell’uomo. La sua vita è cambiata quando, su un giornale pubblicitario, la sua foto e la soprattutto la sua storia sono saltate agli occhi di un’insegnante livornese, Rosa Rispoli, che insegna alle scuole Puccini in via Zola. È stata lei a far risuscitare Venere, a donarle una nuova vita e una seconda occasione. «Quando ho visto la sua immagine, quello sguardo triste e tenero e la sua somiglianza alla mia canina Penny, non ho resistito - racconta la maestra - ho percepito subito che quell’animale aveva bisogno di me». E così due anni fa, la meticcia è arrivata a Livorno, dove è stata adottata non solo dall’insegnante, ma dall’intera città.
E ora, quando Venere passa sul suo carretto - le zampette di fuori e gli occhioni dolci che guardano intensamente il prossimo - sono in pochi a non riconoscerla. Tutti l’adorano alla stazione, nel quartiere, all’Ipercoop e nella parrocchia della Santissima Annunziata dei Greci alla Scopaia. «La gente mi ferma per la strada, viene a trovarmi in casa, fa a gara di solidarietà per aiutarmi - dice Rosa Rispoli - Il veterinario la cura gratuitamente, le amiche mi portano da mangiare. Persino i ragazzini a volte mi offrono i soldi della merenda per comprarle qualcosa da mangiare. Lei fa amicizia con tutti: sia con la gente che frequenta la stazione come prostitute, rom e senzatetto, sia con poliziotti, carabinieri e viaggiatori».
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