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«Dovevamo insistere con la variante»
LIVORNO. Le dimissioni di Lamberto Giannini vanno probabilmente lette come un giudizio negativo sull’operato della giunta comunale a proposito della delicata vicenda ippodromo-Ceschina. Le sue parole...
LIVORNO. Le dimissioni di Lamberto Giannini vanno probabilmente lette come un giudizio negativo sull’operato della giunta comunale a proposito della delicata vicenda ippodromo-Ceschina. Le sue parole - «siamo sempre al punto di partenza» - suonano infatti come un’accusa di immobilismo nei confronti dell’amministrazione a proposito di una vicenda, quella del Caprilli, che coinvolge venti lavoratori.
E le modalità del gesto di Giannini, particolarmente plateale, lasciano anche prevedere un’imminente uscita dalla maggioranza del consigliere di Sel. Se così non fosse, il consigliere di Sel avrebbe potuto esprimere il suo disagio su questa particolare vicenda nel corso della riunione di maggioranza che si è svolta ieri l’altro mattina, cioè appena 24 ore prima delle dimissioni. Invece, nella circostanza, non ha detto nulla. Ma che Giannini mal sopporti l’idea di un’alleanza col solo Pd, che a livello nazionale sostiene il governoMonti, non è certo una novità. L’ha dichiarato subito dopo la decisione del sindaco di rompere con l’Idv. Resta invece ancora da capire che cosa voglia fare Sel. Anche se l’uscita dalla maggioranza sembra, a questo punto, l’ipotesi più gettonata.
Una sensazione che si sta diffondandendo a nche nel Pd e non è un caso che ieri pomeriggio il segretario Yari De Filicaia abbia riunito il gruppo consiliare, chiedendo un più stretto raccordo con la giunta e maggiore compattezza e sobrietà in consiglio: sembra quasi che il Pd si stia preparando a governare da solo la città.
E non è un caso che De Filicaia contesti le dimissioni di Giannini. «Avevamo detto che con la variante urbanistica sulla Ceschina la vicenda si sarebbe potuta chiudere in tempi più rapidi - afferma - e che senza, invece, ci sarebbe voluto tempi lunghi. Però non è stato certo il Pd a non volere la variante, come sa bene Giannini, e ora ne paghiamo le conseguenze. Sì, il Pd ha sbagliato a tornare indietro da quella decisione: avremmo dovuto proseguire sulla strada intrapresa e oggi le cose non starebbero così. Ci deve servire da lezione: ora è il momento di agire».(a.g.)
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