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Rapinano le anziane in ascensore
Le aspettano sotto casa e le seguono, bloccano la salita e le derubano, due episodi fotocopia in centro
LIVORNO. All’universo dei raggiri ai danni degli anziani messo in piedi negli anni da millantatori che si spacciano per amici dei figli o falsi addetti di acqua, luce o gas, va aggiunta anche un’ultima frontiera alla quale – in caso di nuovi casi o emulatori – sarà difficile mettere in atto contromisure.
Perché in questo caso non basterà consigliare di «non aprire agli estranei» oppure chiedere un cartellino di riconoscimento per evitare di tornare in camera e vedere portagioie e portamonete vuoti.
Con questa nuova tecnica, la rapina in ascensore, due i casi denunciati a Livorno solo sabato sera, gli anziani dovranno diffidare da chi incontrano nell’atrio del palazzo e si dovranno preoccupare soprattutto quando due sconosciuti magari nel momento in cui stanno per spingere il pulsante per salire al loro piano, si facciamo avanti ed entrino con la più classica delle domande retoriche: «Sale», magari con un sorriso.
È così che due anziane di 80 e 75 anni sono cadute nel tranello prima di essere rapinate tra le 19 e le 19,30 tra via Grande e via Maffi. «Erano in due e mi hanno dato l’impressione di essere extracomunitari», ha raccontato una delle due vittime fornendo anche un identikit sul quale la polizia sta già lavorando.
In entrambi i casi le donne hanno spiegato che appena si sono chiuse le porte e l’ascensore ha cominciato a salire, uno dei due rapinatori ha spinto il pulsante di fermata bloccando la cabina tra un piano e l’altro. A questo punto le due anziane sarebbero state aggredite e rapinate dei gioielli che avevano con sé. Nel primo caso, quello avvenuto in uno stabile di via Grande, il bottino parla di una collana d’oro e di un orologio. Alla donna residente in via Maffi, invece, i due rapinatori hanno stappato dal collo un collier, sempre in oro.
«Da quello che ci hanno raccontato le due vittime – spiegano dalla polizia – i due malviventi sarebbero scappati senza portare via il denaro che le donne avevano in borsa». Impossibile, per il momento, fare una stima del bottino, ma potrebbe aggirarsi intorno ai cinquemila euro.
Difficile, invece, anche per gli inquirenti, pensare che a compiere le rapine siano state quattro persone diverse, tanto che sul secondo rapporto della polizia per descrivere la dinamica c’è una frase che sposta le indagini su malviventi seriale: «stesso modus operandi».
Molto probabilmente dunque, i due rapinatori avrebbero tentato un primo colpo in via Grande poco prima delle 19 e intascato il bottino hanno visto bene di concedersi il bis. Anche i tempi, infatti combaciano: ci sono una trentina di minuti, tra i due casi. Giusto il tempo di scappare dopo la prima rapina e spostarsi di un paio di chilometri, individuare un’altra anziana che entrava nel palazzo, salire con lei in ascensore, bloccarla e rapinarla.
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