Controlli al mercato «Ma il Fisco prende il 60% ai negozianti»
Confesercenti chiede che oltre all’emissione degli scontrini ci siano più verifiche sugli abusivi e sui grandi capitali
LIVORNO. «Fermo restando che l'entità dell' evasione fiscale è oggettivamente uno dei grandi "mali" del Paese, che chi sbaglia deve pagare e che niente vi è da eccepire sull' operato delle forze di controllo, il tentativo in corso di "criminalizzare" un' intera categoria (la piccola impresa, soprattutto commerciale) come causa di ogni male, è un' esercizio francamente inaccettabile ed intellettualmente non onesto».
Così Massimo Marini, coordinatore di Confesercenti Livorno, interviene in merito all’intensificarsi dei controlli relativi all' emissione degli scontrini fiscali che, negli ultimi giorni, hanno riguardato soprattutto i commercianti del centro e dell’area mercatale .
Controlli - quelli della guardia di Finanza e dell’agenzia delle Entrate - che stanno facendo aumentare i timori dei commercianti livorn esi, già alle prese con tantialtri problemi. E Marini lo dice chiaro e tondo.
«In effetti - afferma - non si capisce come mai in questo rinnovato e giusto clima di rigore non vi sia altrettanta attenzione nel contenere il devastante fenomeno dell'' abusivismo (e della contraffazione), del dilagare del lavoro sommerso e non si mettano in campo azioni serie contro quelle raffinate operazioni finanziarie di carattere nazionale o internazionale che permettono evasione (od elusione) per decine di miliardi di euro. Operazioni che certamente non rientrano nelle possibilità dell' ambulante del Buontalenti o o del piccolo negozio di alimentari di Salviano per fare dei semplici esempi».
Il rappresentante di Confesercenti ci tiene a sottolineare di non voler giustificare nessuna illegalità, ma ricorda anche «che ci troviamo nel pieno della più grave crisi dei consumi di sempre e le piccole imprese, soprattutto commerciali, stanno soffrendo in modo drammatico; se è giusto richiamarsi al precetto biblico "dare a Cesare quel che è di Cesare" è altrettanto giusto ricordare che il mondo della piccola impresa, quando nel corso dell' anno andranno a regime gli effetti delle varie manovre mazionali e locali (Imu, Tassa di soggiorno, addizionali varie e probabile aumento dell' Iva), sarà sottoposta, tra adempimenti diretti ed indiretti, ad una pressione fiscale vicina al 60%».
È per questo motivo che Marini non crede «che sia giusto nè utile continuare ad alimentare un processo di demagogica semplificazione tendente a dare in pasto all' opinione pubblica l' untore di turno cioè il commerciante».
E snocciola qualche dato sullo stato di salute, molto precario, del settore a livello nazionale per ribadire che le cose non stanno affatto così: «Non si capisce perchè, se il mondo della piccola impresa fosse questo Bengodi di ricchi e famelici evasori, ci troviamo di fronte nel solo 2011 a 11000 fallimenti e si prevede per il triennio 2011 - 2013 80000 attività a rischio chiusura».
Quindi dalla Confesercenti livornese c’è un convinto ok alla lotta all’evasione fiscale ma, come sottolinea Massimo Marini, « essa non produrrà niente se di pari passo non si procederà alla riorganizzazione della macchina (pubblica (ad ogni livello), un vero taglio alla spesa pubblica improduttiva, ad un concreto rilancio dello sviluppo: di tutto questo, a parte un pesantissimo intervento sulle Pensioni, all' orizzonte non si vede niente».
«Su tutto questo - conclude il coordinatore di Confesercenti - ci piacerebbe si sviluppasse nella società, anche a livello locale, un dibattito "vero" e "serio". Sarebbe una cosa utile in questo momento di crisi drammatica che rischia di lacerare il terreno di confronto tra le diverse entità socio-economiche degenerando in una sorta di deleterio "tutti contro tutti" quando invece ci sarebbe la necessità di uno sforzo eccezionale e coesione. Per questo confronto Confesercenti è disponibile in ogni momento ed in ogni luogo».
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