Forchetta e coltello? Sì, ma solo a mensa
I bambini cinesi emulano i compagni per mangiare a scuola, ma poi a casa tornano alle bacchette
PRATO. Forchetta, cucchiaio e coltello se li porta da casa, avvolgendo il tutto in un tovagliolo. L'idea di mangiare con le bacchette, degne della migliore tradizione asiatica a tavola, non l'ha mai sfiorato. A 8 anni è più facile emulare i compagni, nei gesti e nelle abitudini.
Alla mensa della primaria Cesare Guasti di Prato, Xia si comporta come gli altri compagni. Per lui nessuna eccezione nel menù. Se il pasto del giorno prevede ricette come le penne all'olio e la braciola ai ferri, ben vengano per soddisfare la pausa pranzo. Fuori dalla scuola è un'altra storia.
E così dunque si scopre che tanti bambini cinesi che maneggiano le posate alla tavola della mensa non rinnegano l'uso delle bacchette, una volta all'interno delle pareti domestiche. Uguali davanti al piatto di pasta asciutta, diversi quando si saluta la maestra e ci si rifugia tra le pietanze culinarie di mamma. Le radici sono pur sempre radici. E, di fronte al pollo alle mandorle o al riso alla cantonese, può scapparci anche un esercizio di bacchette in perfetto stile orientale.
Alla gola non si comanda. Molto spesso da piccini quello di storcere naso di fronte all'alimento è più un fatto legato al palato. Lo stereotipo, ad esempio, che ai cinesi non piaccia il formaggio si sfata facilmente alle mense scolastiche. Anzi, molto spesso capita che i bambini cinesi preferiscano pranzare con la pasta in bianco e parmigiano, non amando il sapore del riso cotto all'occidentale. I bimbi cinesi sono ghiotti delle nostre mele e susine, perfino dei cachi. Alla primaria dell'istituto Mascagni a San Paolo sono gli alunni i protagonisti del Progetto "Frutta nelle scuole".
«Arriva da Cesena e viene consegnata tre volte alla settimana. Il cibo è un elemento aggregante, il più efficace veicolo d'integrazione», sottolinea Paola Pancini, direttrice dei servizi generali e amministrativi alla Mascagni. Che frena però sulla socializzazione tra bambini pratesi e orientali legata alle attività extrascolastiche. «Succede più di frequente che al compleanno di un alunno italiano la mamma inviti il compagno cinese. Il contrario è più raro. Nella nostra scuola molti alunni di nazionalità cinese sono nati in Italia, ma questo non significa che siano più agevolati nella socializzazione con i compagni italiani al di fuori dall'orario scolastico».
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