Italia
Protesi Pip, un esterno per il gruppo di inchiesta
A due mesi dall’avvio dell’indagine interna dell’Asl, incarico affidato a una persona che già si occupa dell’analisi dell’attività ospedaliera
LIVORNO. C’è anche un componente esterno nella commissione di inchiesta interna attivata dall’Asl 6 per verificare l’osservanza delle procedure di impianto di protesi mammarie. Un rappresentante che in verità tanto esterno non è, visto che si tratta di una persona che, pur non essendo assunta, svolge già alcuni incarichi per l’Asl. La commissione di inchiesta, lo ricordiamo, è sorta alla fine di gennaio, dopo che l’azienda sanitaria si era resa conto di alcune anomalie nel sistema di impianto di protesi al seno. Anomalie che di fatto hanno portato a impiantare a una donna livornese una delle protesi Pip (prodotti realizzati in Francia dalla Poly Implant Prothese, da qui l’acronimo Pip) e tacciati di avere pesanti effetti collaterali perché riempiti di un silicone diverso da quello autorizzato. A un primo controllo, fatto tramite l’ufficio che si occupa degli acquisti, l’Asl aveva appurato che nessuna protesi “incriminata” era stata impiantata nei suoi ospedali. Ma un medico dall’azienda ha fatto presente alla direzione di aver operato una paziente, utilizzando un prodotto Pip. Da qui la decisione dell’Asl di costituire una commissione di inchiesta interna, che portasse avanti una vera e propria verifica mettendo a confronto le cartelle cliniche delle pazienti operate al seno con i prodotti ordinati dall’ufficio acquisti aziendale.
Nella determina (numero 82 del 26 gennaio) con cui il direttore generale dell’azienda sanitaria dava l’ok alla costituzione della commissione, venivano indicati i nomi dei membri: il direttore dell’ospedale, il direttore amministrativo dell’Asl, la responsabile della farmacia ospedaliera e la referente del settore giuridico libera professione dell’unità gestione risorse umane. Oltre a queste professionisti si indicava, in modo generico, un consulente del settore analisi della produzione. Consulente che è stato individuato chiaramente soltanto due mesi dopo, nella determina 155 del 19 marzo, sulla quale si parla di affidamento di incarico a componente esterno a Olena Puttini (nome che si legge nella delibera pubblicata sul sito dell’Asl 6). Che però non è propriamente esterna all’Asl , visto che le è già stato affidato l’incarico per l’analisi della produzione ospedaliera. La nuova determina stabilisce inoltre che a questa persona siano corrisposti 250 euro lorde per ogni accesso collegato all’incarico (non oltre 10 accessi).
Luca Cei, direttore amministrativo, chiarisce che il motivo di questo incarico è dettato dal fatto che c’era bisogno di effettuare materialmente le verifiche di cartelle e materiale dell’ufficio acquisti e che è stata stabilita una cifra forfettaria, dato che nelle mansioni della persona incaricata non rientrava quella determinata attività. Quanto alle indagini della commissione, Cei spiega che non sono stati verificati altri casi anomali e che adesso sono in corso le verifiche amministrative, per capire come la protesi Pip sia arrivata in ospedale. (a.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
