Il presidio
Bacino, Gallanti non molla «Necessari ulteriori studi»
Il presidente dell’Authority passa al contrattacco dopo le anticipazioni sulle analisi del Rina: «Alt alle accelerazioni, ogni decisione spetta al Demanio»
LIVORNO. Il presidente dell’Authority Giuliano Gallanti non molla: lo studio del Rina, le cui risultanze sono state anticipate ieri dal nostro giornale, non gli fanno alzare bandiera bianca. Nient’affatto: anzi, insiste sul fatto che «sono indispensabili ulteriori approfondimenti» prima di decidere il destino di «un bene che, non dimentichiamolo, appartiene al Demanio».
Non è una sottolineatura a caso: equivale a dire che l’Authority ha un orientamento sì, ma la decisione sul Bacino non si prende a Palazzo Rosciano bensì ad altri livelli istituzionali. Tradotto: altolà a chi spinge per accelerare l’iter. Insomma, Gallanti (che conferma quanto abbiamo scritto ieri su queste colonne) non ci sta a farsi tirare per la giacca. Neanche dallo studio del Rina che mette in evidenza come migliore la scelta di destinare agli yacht quell’area .
Non nasconde che la pubblicazione delle anticipazioni gli è andata molto di traverso («c’era un impegno di riservatezza e non c’è bisogno di ripetere che l’Autorità portuale l’ha rispettato scrupolosamente»): lo spiega ribadendo che era sua intenzione coinvolgere nel confronto gli organi interni di Palazzo Rosciano.
Negli elaborati del Rina si mette l’accento sulla questione dello spazio insufficiente: non ce n’è abbastanza per poter realizzare quelle opere che mitighino l’impatto ambientale di questo tipo di attività.
Gallanti non nega che questi rilievi abbiano una fondatezza ma, al tempo stesso, mette in evidenza che, proprio per questo giudizio di inadeguatezza, di fatto il Rina «non approfondisce la questione dell’impatto ambientale, come invece è del tutto evidente che sia opportuno fare».
Ma anche riguardo agli spazi, il numero uno dell’Authority fa sapere che ha qualcosa da dire: certo, nel disegno dell’infrastruttura così com’è attualmente è un problema, tuttavia «si potrebbe anche immaginare qualche modifica, si potrebbe ipotizzare qualche tombamento ad esempio»: e questo – aggiunge – rimescolerebbe le carte in tavola.
Il messaggio che arriva dal primo piano di Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, è chiaro: non c’è niente di già deciso, e comunque non si tratta di una strada in discesa in una direzione di marciagià presa.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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