Trovati 5 corpi tra lo scafo e il fondale
Completato lo svuotamento dei serbatoi, il Giglio tira un sospiro di sollievo: sventato il pericolo della marea nera
ISOLA DEL GIGLIO. All’appello, ora, ne mancano soltanto due. Le ultime due vittime del naufragio della Concordia. La lista di nomi e cognomi di chi la notte del 13 gennaio non ha raggiunto la terraferma ed è rimasto prigioniero nella nave, è quasi esaurita. Ieri i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno individuato altri cinque cadaveri. Erano fuori dalla Concordia, tra lo scafo e il fondale. L’annuncio lo ha dato durante l’incontro con i gigliesi il commissario Franco Gabrielli. «Ci vorrà qualche giorno per recuperare quei corpi - ha detto - e restituirli alle loro famiglie». I cinque corpi individuati ieri sono in una posizione difficile da raggiungere anche per i sommozzatori dei vigili del fuoco, che utilizzano la tecnica dei palombari per scandagliare i fondali del Giglio.
Non hanno mollato nemmeno un giorno, gli uomini guidati dal comandante Ennio Aquilino, che coordina le ricerche dei dispersi. «E i risultati li abbiamo ottenuti - aggiunge il capo della protezione civile - sono certo che arriveremo presto alla fine di questa operazione che pesa ogni giorno di più su tutti noi».
L’incontro riservato ai giornalisti che erano sull’isola, ieri, si è trasformato in un incontro con i gigliesi che hanno affollato la sala dell’hotel Bahamas. Al tavolo c’erano, oltre al sindaco e al prefetto, anche i rappresentanti della Costa, con il direttore generale Gianni Onorato e il responsabile delle operazioni di defueling della Neri Francesco Volpi, insieme a Corrado Neri, all’ammiraglio Ilarione dell’Anna e al comandante dei vigili del fuoco Ennio Aquilino. L’annuncio che dovevano fare era importante: la bomba ecologica, finalmente, è stata disinnescata. Oggi le operazioni di defueling si concluderanno con lo svuotamento dei due serbatoi di acque scure. Poi si comincerà con la bonifica dei fondali. Lavoro, questo, affidato alla Neri di Livorno insieme all’olandese Smit. Da trenta a quaranta giorni, il tempo stimato per concludere anche questa fase. Due operazioni (defueling e bonifica), che sono costati alla società genovese una decina di milioni di euro ciascuno.
La rimozione della nave invece, quel grande progetto che costerà centinaia di milioni di euro alla Costa, potrà cominciare i primi giorni di maggio. «Il carburante non fa più paura - dice il direttore generale Gianni Onorato - possiamo bonificare i fondali e ripulire le acque circostanti». Sono rassicuranti le parole della Costa. Dal videoproiettore escono i dati dell’Arpat, che confermano che la qualità dell’acqua del Giglio è rimasta la stessa. La strage ambientale è stata evitata. La Smit Neri ha già la mappa del materiale fuoriuscito dalla Concordia e da oggi si comincia a bonificare. Poi arriverà il giorno della scelta del progetto per la rimozione. «La nave sarà rimossa intera», rassicura Onorato. «E solo allora - dice Franco Gabrielli - non avremo davvero più problemi». L’attenzione ora è concentrata quindi sul progetto che verrà scelto per togliere la nave dall’isola. Sei sono le proposte e dopo Pasqua verrà affidato l’incarico. A maggio cominciano i lavori. «Da allora - aggiunge Gabrielli - saranno necessari dai nove agli undici mesi». La prossima stagione, insomma, la Concordia non sarà più a Punta Gabbianara.
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