Italia
Scorte rinforzate per scuola, sinagoga e navi da crociera
LIVORNO. “Nel nome di Dio difendi la tua fede e la tua eredità cristiana dalla mafia ebraica”. Prima il delirio del sito Holy War, che due giorni fa in una pagina web ha pubblicato i cognomi di tutte...
LIVORNO. “Nel nome di Dio difendi la tua fede e la tua eredità cristiana dalla mafia ebraica”. Prima il delirio del sito Holy War, che due giorni fa in una pagina web ha pubblicato i cognomi di tutte le famiglie ebraiche livornesi. Poi quello di Stormfront, sedicente luogo d’incontro e di dibattito dell’orgoglio nazionalista bianco di tutto il mondo, che su una pagina del suo forum ha pubblicato gli indirizzi di una scuola materna ebraica della città, di una macelleria kasher del centro e della sede della comunità.
A Livorno nel giro di tre giorni il grado di allerta è salito. Le forze dell’ordine hanno stretto i controlli su quelli che possono essere considerati gli obiettivi sensibili di una città che ha uno dei tassi di presenza ebraica più alti (e non è un caso che la lista dei cognomi pubblicata da Holy War sia la più lunga di tutta Italia) e di questo ha fatto da sempre un motivo di orgoglio.
Dunque ancora più scorte davanti alla sinagoga di piazza Benamozegh, presenza intorno alla macelleria e alle altre attività detenute da famiglie ebraiche, ma anche attenzione agli obiettivi temporanei: in particolare le navi da crociera di passaggio dal nostro porto e quelle merci e le gite scolastiche di scuole israeliane, che spesso non disdegnano una puntata a Livorno per il suo legame particolare con la religione semita, dopo aver fatto magari un tour di Firenze. E chiaramente massima attenzione intorno alla scuola materna finita su internet.
Il sito di Holy War, su cui sta indagando la digos di Firenze, raccoglie una serie di cognomi di privati cittadini catalogati come 'cognomi spagnoli a Livorno'.
Nel forum del sito 'Stormfront' invece vengono indicati tutti gli indirizzi delle comunità ebraiche presenti in Italia, compresi quelli di negozi, scuole e associazioni. A Livorno, definita 'Livorno ebraica', vengono indicati gli indirizzi della Comunità ebraica, di una scuola materna e di una macelleria kasher.
Il presidente della Comunità ebraica livornese Samuel Zarrugh paragona questi siti alla propaganda nazista: «Questi siti sono come la propaganda di Goebbels e armano le mani di chi poi compie stragi e attentati. Secondo me - osserva Zarrugh - dovrebbero essere tutti oscurati. E a livello internazionale serve una normativa che funzioni come quella contro la pedofilia. Se non vogliamo piangere dopo, dobbiamo intervenire prima».
(giu.co.)
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