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Identificata un'altra vittima: è una donna tedesca
Dopo l'individuazione dei cinque corpi identificato il cadavere di una donna tedesca. Il 10 aprile la Cassazione decide per Schettino
ISOLA DEL GIGLIO - Un'altra vittima tra le ultime otto salme recuperate un mese fa dalla nave Costa Concordia naufragata all'Isola del Giglio ha un nome: si tratta di Margarethe Neth, cittadina tedesca.
Altri cinque corpi erano stati individuati nel relitto: per il loro recupero occorreranno alcuni giorni. All'appello
mancano ancora due dispersi. I cinque corpi sono stati individuati nella parte sommersa dello scafo.
Intanto resta fissata per il 10 aprile l’udienza davanti alla Corte di Cassazione per la trattazione congiunta dei ricorsi di Procura e difesa contro l’ordinanza del Tribunale del riesame che il 6 febbraio ha confermato gli arresti domiciliari per il comandante Francesco Schettino, indagato per il naufragio di Costa Concordia, confermando quindi la decisione del gip Montesarchio del 17 gennaio. I giudici fiorentini avevano respinto i ricorsi, anche quelli trattati congiuntamente, di difesa e accusa, ravvisando il pericolo di reiterazione del reato. Lette le motivazioni, le parti hanno adesso deciso di ricorrere contro il Tribunale del riesame, per motivazioni opposte: il procuratore Francesco Verusio e il pool perché chiede l’adozione di una misura in carcere, l’avvocato Bruno Leporatti perché ritiene insussistenti le esigenze di una qualunque forma di restrizione.
I corpi ritrovati sono tra lo scafo della Costa Concordia ed il fondale, dal lato in cui la nave è adagiata davanti alle coste dell'Isola del Giglio. Per come sono posizionati, è stato spiegato, occorrerà qualche giorno per il recupero usando tecniche iperbariche particolari per gli operatori che saranno impegnati nel recupero. I tre corpi sono stati individuati durante le attività propedeutiche per l'impiego del Rov, il «robottino» usato per le ricerche subacquee. «L'attività coordinata dal direttore tecnico dei soccorsi, il comandante dei vigili del fuoco di Grosseto ingegnere Ennio Aquilino e l'ammiraglio Ilarione Dell'Anna della capitaneria non si è mai fermata. I soccorritori - ha detto Gabrielli - gettano il cuore oltre l'ostacolo pur di restituire un corpo ai congiunti. Ogni volta è qualcosa che ci prende dentro: figuriamoci a chi si immerge. Il grazie a loro - ha aggiunto il capo della protezione civile - non sarà mai sufficiente». Del ritrovamento sono stati avvisati i familiari dei sette dispersi che ancora mancano all'appello.
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