Il Tirreno

Livorno

Cosimi licenzia il vicesindaco e rompe l’alleanza con l’Idv

di Alessandro Guarducci
Cosimi licenzia il vicesindaco e rompe l’alleanza con l’Idv

Anche l’ultima telefonata con Evangelisti non è riuscita a ricomporre lo strappo. Il Pd è soddisfatto ma ci sarà da fare i conti con Sel: il consigliere Giannini minaccia di lasciare o di andare all’opposizione

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LIVORNO. «La decisione di revocare le deleghe al vicesindaco Luca Bogi è già stata comunicata e accettata». Con queste parole pronunciate ieri mattina in apertura della seduta del consiglio comunale, il sindaco ha messo la parola fine alla crisi politica con l'Idv che ormai si trascinava da più di due mesi e che si era acuita negli ultimi quindici giorni.

Una decisione, quella di rompere con i dipietristi, che Alessandro Cosimi ha rinviato fino all'ultimo - nonostante nei giorni scorsi avesse ripetutamente detto ai vertici del Pd e ai suoi collaboratori più fidati che la storia con l'Idv era ormai finita - sperando in un gesto di distensione da parte dell'Idv. Lo dimostra anche la telefonata fatta nella tarda serata di domenica al segretario regionale Fabio Evangelisti: un tentativo estremo per individuare una soluzione che salvasse la coalizione - così come richiedeva il quadro politico regionale, verso cui il sindaco non è indifferente - e anche la credibilità di tutti i protagonisti della vicenda. Ma non c'è stato nulla da fare: Evangelisti non ha fatto neppure mezzo passo indietro e a Cosimi non è rimasto altro da fare che arrendersi. Anche perché per il Pd il tempo era ormai scaduto.

Così, dopo la riunione di giunta e il vertice di maggioranza, il sindaco - visibilmente provato - si è presentato in consiglio quando mancava una manciata di minuti alle 10. E ha ufficializzato la rottura con l'Idv. «Ho cercato di risolvere questa vicenda in maniera positiva - ha affermato Cosimi - perché sono rispettoso di quella che è stata la volontà del corpo elettorale. Ma di fronte alla grave situazione in cui si trova la città, è assolutamente necessario far prevalere l'interesse generale: nei prossimi due anni, dobbiamo accelerare l'attività di governo e per fare questo è necessario che la maggioranza ci sostenga in maniera compatta».

«La continua conflittualità non era più sopportabile - ha proseguito - soprattutto all’interno del dibattito che riguarda il rapporto tra giunta e consiglio comunale, ecco perché sono arrivato a prendere questa decisione sofferta. Il mio vuole essere un segnale chiaro».

Ma dopo l'uscita di scena del vicesindaco Luca Bogi (a cui il sindaco ha ribadito la profonda stima personale), e quindi della rappresentanza Idv dalla giunta, le tensioni a Palazzo Civico non sono affatto finite. Intanto perché l'Idv continua a considerarsi a pieno titolo nella maggioranza: lo ha detto il capogruppo Andrea Romano nel suo intervento in consiglio («Non è una prerogativa del sindaco cambiare le coalizioni. Si può fare solo passando dalle urne») e lo ha ribadito il coordinatore provinciale Benedetto Tuci nel corso di una conferenza stampa («Rispetteremo comunque il patto con gli elettori»).

Poi perché c’è la grana Sel. Il consigliere Lamberto Giannini ha detto chiaramente di non condividere la scelta del sindaco e di essere pronto anche a farsi da parte. «Capisco che è una fase molto delicata per la città - ha spiegato il capogruppo Sel - e se il partito dovesse chiedermi di rimandare qualsiasi decisione a dopo il voto sul bilancio, lo farò per senso di responsabilità. Ma passato il 27 aprile (data fissata per l’approvazione del bilancio, ndr) sarò un consigliere di minoranza o un ex consigliere». Il sindaco, rivolgendosi proprio a Sel, ha voluto invece lanciare l’ipotesi della coalizione a due. «Non ci sono tatticismi politici - ha affermato - Non cerchiamo altre maggioranze, non guardiamo a nuove alleanze. Però non credo all’autosufficienza e accetteremo i contributi da tutto il consiglio se saranno utili al rilancio della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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