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Il sequestro delle Scole? Nuoce al turismo

Il sequestro delle Scole? Nuoce al turismo

Il Comune chiede al procuratore di rivedere l’ordinanza Ortelli: «Si garantiscano gli interessi economici degli isolani»

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ISOLA DEL GIGLIO. Il Comune dell’isola del Giglio ha chiesto alla procura che Le Scole, le rocce sulle quali andò a sbattere lo scorso 13 gennaio la Costa Concordia, siano dissequestrate in vista dell’ormai imminente stagione estiva.

Il Comune dell’Isola del Giglio, tramite i propri avvocati, ha chiesto al procuratore capo Francesco Verusio di modificare o revocare l’ordinanza che ha allargato la zona di mare interdetta allo svolgimento dell’attività marittima, di quella subacquea e anche di quella di superficie in prossimità dell’isolotto.

L’ordinanza dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano vieta la navigazione, sosta e balneazione intorno alla nave nella cala del Lazzaretto, a cala di Mezzo e nell’area prospiciente il bacino portuale. Poi è arrivata una modifica che ha svincolato un tratto di costa rendendolo nuovamente fruibile, ma la misura non è sufficiente per la stagione balneare, sul cui andamento dipende tutta l’economia dell’isola. Quindi si cheide che «tenendo conto degli imprescindibili e insopprimibili interessi economici della popolazione del Giglio, l’Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano, col parere della procura, revochi l’ordinanza di divieto o comunque riduca l’area interdetta all’attività marittima, subacquea e di superficie».

Nella zona, ha spiegato il sindaco del Giglio Sergio Ortelli, ci sono punti di attrazione e interesse turistico di notevole valore. E l’isola ha tanta voglia di normalità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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