Il Tirreno

Livorno

Cosimi frena e rinvia il chiarimento

di Alessandro Guarducci
Cosimi frena e rinvia il chiarimento

Il sindaco: «Aspetto un segnale politico chiaro dall’Idv». Ma il Pd è infuriato: così si allunga l’agonia della maggioranza

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LIVORNO. «La riunione di maggioranza è stata durissima. La discussione è stata serrata sulle questioni dello sviluppo della città: rimane sul tavolo la necessità di un segnale politico chiaro per la chiusura della fase di conflittualità della maggioranza. E questo dovrà avvenire entro domani (oggi, ndr)».

Sono da poco passate le 21 di ieri quando, dopo tre ore e mezzo di confronto, Alessandro Cosimi affida a una breve nota ufficiale il suo giudizio sul vertice di coalizione appena conclusosi nella sala giunta di Palazzo Civico. Il segnale politico chiaro che Cosimi continua a chiedere all’Idv per mettere fine a questa crisi è facilmente interpretabile: Andrea Romano non deve continuare a fare il capogruppo in consiglio comunale. Ma i dipietristi non sembrano intenzionati a cedere su questo punto. E allora, anche se rimandata per l’ennesima volta, la rottura sembrerebbe inevitabile.

Invece, dietro tanta durezza, si cela la volontà del sindaco di non voler mandare in frantumi questa esperienza amministrativa a tre (Pd, Sel e Idv). Il suo gioco a questo punto è chiaro, e spiega perché ai ripetuti ultimatum il sindaco non abbia poi fatto seguire i fatti: gli equilibri politici regionali hanno un notevole peso su Livorno e per Cosimi esiste un vincolo politico, o per meglio dire un quadro politico sovracomunale, che gli impedisce di rompere con quegli alleati diventati scomodi. Cosimi guarda al rapporto con Rossi, guarda forse anche al suo futuro e a come posizionarsi in vista del 2014. È questo il campo in cui si gioca la partita con l’Idv livornese e i condizionamenti sono chiari. Ecco perché Cosimi continua a rinviare una decisione che non vuole prendere. Anche se è davvero incomprensibile perchè abbia voluto spingersi tanto in avanti in questa vicenda.

Prendiamo per esempio solo ciò che avvenuto tra ieri e l’altro ieri. Prima ha scritto una lettera a Luca Bogi, sperando - forse - che si dimettesse o che riuscisse a far cambiare linea al suo partito. Poi, di fronte alla replica del vicesindaco, ha confessato al segretario comunale Yari De Filicaia che non c’erano più margini per poter andare avanti con l’Idv.

Di questo è stato subito informato il capogruppo in Comune Massimo Gulì, che ha messo in allerta tuti i consiglieri: «L’Idv è fuori». Solo Sinistra e Libertà ha continuato a intravedere uno spiraglio per ricomporre la questione (anche per evitare di entrare in rotta di collisione con Giannini).

Ieri mattina, ancora una volta, il sindaco aveva rassicurato i vertici del suo partito: «Romperò con l’Idv nella riunione di maggioranza». Poco dopo, però, ai microfoni di una emittente televisiva aveva ammorbidito i toni: «C’è bisogno di maggior compattezza in maggioranza. Si va verso una separazione, a meno che l’Idv non dia un segnale forte di cambiamento di linea».

E il segnale forte è arrivato poco dopo, via mail, ma non nel senso che aveva auspicato Cosimi. In un comunicato a firma di Benedetto Tuci, Andrea Romano e Lorenzo Del Lucchese, i dipietrsiti hanno sferrato un nuovo attacco a Cosimi. «Spetta al sindaco - si legge - decidere come costruire la squadra degli assessori: se ritiene di voler fare a meno del contributo del vicesindaco non ne faremo una questione dirimente, dato che non stiamo in maggioranza per questo ma perché sosteniamo un programma politico ben preciso, che va realizzato rapidamente e che non contiene alcuni elementi che in questi mesi sono stati oggetto delle nostre critiche». «La coalizione vincente - prosegue la lettera - è stata scelta dai cittadini e grazie a quella formula ha riportato la vittoria al primo turno: cambiarla in corsa offenderebbe il senso democratico che deve restare un faro per il centrosinistra livornese, perché un atto di questo genere non potrebbe non passare attraverso il corpo elettorale limitandosi ad una manovra di palazzo».

Con queste premesse, e con il Pd convinto che Cosimi avesse ormai rotto gli indugi, si è andati alla riunione di maggioranza. Qui per tre ore e mezzo il sindaco è stato il protagonista: gli assessori Bruno Picchi e Valter Nebbiai, il presidente del consiglio Enrico Bianchi hanno più che altro ascoltato. La delegazione del Pd (Yari De Filicaia, Massimo Gulì) ha ribadito che così la maggioranza non funziona e che si rischia solo di allungare l’agonia; Andrea Ghilarducci (Sel) ha cercato di mediare tra sindaco e Idv, anche perchè Lamberto Giannini ha detto chiaro e tondo che lui la rottura non la vuole (un bel problema per la maggioranza in consiglio). L’Idv ( Luca Bogi, Andrea Romano e Lorenzo Del Lucchese) ha ribadito di voler sostenere l’accordo “Verso il 2014” e di non sentirsi responsabile dei continui litigi. Poi l’ennesimo rinvio. Nel frattempo - e questa è la cosa più grave per la città - l’amministrazione continua a lavorare in un clima di grande tensione e ciò determina un ulteriore rallentamento dell’attività. Di fronte a una crisi economica, sociale e occupazionale come quella che sta investendo Livorno, davvero il sindaco, gli assessori e le forze politiche che lo sostengono (chi più, chi meno) possono permettersi il lusso di continuare a litigare, di farsi i dispetti, di scambiarsi accuse reciproche via lettera, mail o facebook?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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