Il Tirreno

Livorno

La chiccaia non lascia la sua baracchina «Ormai è casa mia»

Elsa Sanguinetti, a Shangai da ottant’anni, ha dato il nome all’omonimo blocco popolare: resto qui, non mi trasferisco

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LIVORNO. «Andare via da Shangai? Ma no, questa è casa mia. E poi mi dispiace per la baracchina, a chi la lascio?». Occhiali scuri, due piccole pietre azzurre alle orecchie e in mano un barattolo di chicchi gommosi, quelli rosa che sanno di fragola e vaniglia. Elsa Sanguinetti, 82 anni da compiere l’8 luglio, da 79 vive tra le pareti al secondo piano del civico 54 di via Bixio. Per tutti questo angolo di Shangai si chiama blocco della Chiccaia. E la chiccaia è proprio lei.

Elsa è un po’ come il circolino, la vecchia sezione del partito o la piazzetta su cui si affaccia la Casa del popolo: è parte integrante del panorama, tanto da dare il nome al blocco popolare che insieme a quello delle Signorine - demolito qualche mese fa come previsto dal piano di recupero - rappresenta di più la vecchia Shangai.

Elsa è sempre lì, all’ingresso del cortile che dà su via Paretti: seduta sulla sedia di paglia insieme a tre o quattro donne del quartiere. Quando arriva un cliente entra nella piccola baracchina verde appena ritinteggiata e riempie la busta di chicchi.

C’è tutti i pomeriggi da 42 anni. «Prima – racconta – stavo un po’ più avanti, dove c’è lo slargo. Avevo un banchetto mobile che mi fu lasciato dal vecchio chiccaio, Venio: gli pagavo 300 lire di affitto. Poi a mio marito capitò per le mani un banchetto che era alla stazione e alla fine facemmo costruire questa baracchina da un falegname che abitava al blocchino. Era là davanti, ora ci sono i palazzi nuovi...».

Elsa ha perso il marito, Guglielmo, nel ’75: con lei oggi ci sono tre figli (uno vive ancora nel rione) e 5 nipoti. Sta dietro a quel bancone di chicchi da una vita e quando pensa alla sua Shangai dice subito che «prima ci si voleva più bene e le strade erano anche più sicure. Ora non si può certo lasciare la chiave nella porta, ma forse è lo stesso dappertutto».

Elenca tutte quelle cose che proprio non vanno, ma non ha mai chiesto un cambio di alloggio e se le fosse data la possibilità di trasferirsi alla Scopaia, come alcuni vicini, non accetterebbe: «Ormai questa è casa mia, sono vecchia. E poi mi dipiacerebbe per la mia baracchina, a chi la lascio?».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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